Santa Clarita Diet: una serie da divorare (o quasi)

Dopo le feste, in genere verso la fine di gennaio, tutti vogliamo metterci a dieta per cercare di contenere i danni creati dalle abbuffate di Natale.

Come noi, così anche Netflix ha deciso che fosse giunto il momento di cambiare la propria alimentazione e il 3 febbraio ci ha presentato una nuova serie: Santa Clarita Diet.

Ora, chiaramente non si tratta di consigli alimentari, e ciò lo si può evincere dalle geniali pubblicità che ne sono state fatte in giro per il mondo.

Dalla Germania (dove ha fatto scalpore tanto da dover essere rimossa)


All’Italia

I soliti americani… #SantaClaritaDiet

A post shared by Netflix Italia (@netflixit) on

Agli USA

You are what you binge. #SantaClaritaDiet

A post shared by Netflix US (@netflix) on

Alla Spagna

¿Un picoteo entre episodios? #SantaClaritaDiet

A post shared by Netflix España. (@netflixes) on

Santa Clarita Diet è una horror sit-com. Cosa vuol dire? Fondamentalmente non ne ho idea.

A partire dalla lunghezza degli episodi (25 minuti), il lato comico si evince fin dalla prima battuta, con dialoghi brillanti e situazioni del tutto imbarazzanti e surreali. A questo si affianca l’aspetto più macabro, portato sui nostri schermi da qualche piccola scena che non mi azzarderei neanche a definire splatter, semplicemente un po’ sanguinolenta.

A primo impatto, Santa Clarita Diet mi ha ricordato Dexter: non saprei dire perché, in Dexter non ci sono cannibali, la storia è ben diversa, non fa ridere. Ma quello è stato il primo impatto.

Sarebbe stato troppo scontato volerla accostare ad Hannibal (accostamento, anche in questo caso, errato).

Fatto sta che l’ho divorata in un giorno e mezzo. La trama scorre e fino più o meno alla fine si rimane con la giusta dose di suspance circa tutto ciò che è successo.

Ma poi? Cosa succede? Perché credo che questa serie non abbia pienamente funzionato?

Il finale, dal mio punto di vista, non c’è. Il decimo episodio termina come un qualsiasi altro episodio, senza la minima conclusione, senza lasciare intendere nulla. Si tratta di un finale che non invoglia ad attendere un’altra stagione, semplicemente perché non si chiude nel giusto modo: nessun cliffhanger, nessuna conclusione della storia, nessuna nuova scoperta.

Non fosse stato per questo, Santa Clarita Diet sarebbe potuta essere di gran lunga migliore. Leggerezza e simpatia che riescono, quasi perfettamente, ad estraniare chi guarda dalla brutalità di ciò che accade. La bravura di Drew Barrymore, che interpreta Sheila Hammond, e di Timothy Olyphant, che interpreta Joel Hammond, consentono di dimenticare anche solo per un momento che la trama tutto può essere fuorché divertente.

Eppure ci divertiamo, proprio perché i due protagonisti sono in grado di generare comicità e lasciare lo spettatore con il sorriso stampato in faccia.

Insomma, è una serie da guardare? Io, personalmente, la consiglierei innanzitutto per Drew Barrymore, che considero un’attrice piena di talento. E poi anche perché è una serie molto breve e che scorre in modo molto veloce, senza interruzioni, fino al finale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *