Once Upon a Time – recensione episodio 6×17

Oggi sono davvero combattuta. Combattuta perché questo episodio da un lato è stato un continuo per favore interrompetelo qui e fatela finita ADESSO ma dall’altro, alla fine, si è rivelato terribilmente interessante.

Di nuovo, tre storyline sono troppe per il modo in cui vengono gestite, e passare tra Neverland, il passato e Storybrooke al presente non ha fatto altro che rallentare tutto, apportando notevoli aspetti negativi a tutto l’episodio.

I flash sideways che ci mostrano Hook a Neverland servono solo a due cose:

  • introdurre Giglio Tigrato, per poi capire che ne sa molto più di noi messi insieme (e anche degli autori) sulla Black Fairy
  • mostrare il salvataggio di Hook ad opera di Emma a fine episodio.

Risparmiarci dieci minuti buoni di episodio e utilizzarli per rendere più profonda qualche altra scena vi avrebbe fatto schifo? Secondo me sì.

A Storybrooke, nel frattempo, come di consueto assistiamo al classico dualismo presente vs passato. Tutto ciò che è stato raccontato nel flashback della 6×17 è stato schifosamente fuori luogo, eppure, a fine episodio, sono riuscita a dargli un senso e anche, quasi, a farmelo piacere. Anzi, potrei addirittura affermare che da qui la storia potrebbe migliorare in modo esponenziale proprio grazie a questo flashback.

Nel flashback, torniamo indietro a quando Storybrooke era appena stata creata. Ricordate? Quando Regina e tutti gli altri personaggi vivevano incessantemente la stessa giornata a ripetizione, colpa della maledizione. Come sempre, dunque, Mary Margaret si reca a portare fiori a Jon Doe aka Charming che si trova ancora in coma. Qualcosa cambia, e la maestrina trova un fiore rosa a terra e decide di portare quello all’uomo in ospedale. Caso vuole che quello sia un fiore magico, che scopriremo poi crescere solo in presenza di qualcosa di malvagio (in quel caso, dunque, Regina e la sua maledizione), e che riesca a svegliare Charming sia dal suo coma che dalla maledizione. Come ciò sia avvenuto, resta un mistero. Fatto ciò, gli basta stringere la mano di Mary Margaret per risvegliare Biancaneve e, puff, anche lei ricorda.

Qui ho pensato più cose. La prima: se questo vuole essere un omaggio a Lost e alla scena specifica in cui Sawyer e Juliet ricordano le loro vite toccandosi, la risposta è NO. Scena fatta di fretta e completamente priva di qualsiasi tipo di pathos. La seconda: perché vi divertite così tanto a stravolgere le vite passate dei personaggi, creando incongruenze cosmiche ma, soprattutto, affermando palesemente di non avere più idee e di aver bisogno di trovare nel passato una motivazione per il presente?

I due Charmings ormai svegli, vogliono ritrovare la loro bambina e anche in questo caso, il solo nome di Emma basta per risvegliare Gold dalla maledizione. Altro grandissimo MAH. A farla breve, i due riescono a trovare un modo per poter riprendere Emma, ma, avvisati da Gold, iniziano a ragionare. La bambina ha solo dieci anni e, stando alla profezia, diventerà la Salvatrice a ventotto. Mancano diciotto anni. I due genitori si trovano davanti ad una grande scelta: riunirsi con la loro bambina ma condannare tutta la città per sempre o attendere diciotto anni, quei diciotto anni che saranno cruciali per la vita di Emma, ma che poi consentiranno a lei di salvare tutti? Sappiamo tutti com’è andata e, per riaggiustare le cose, hanno fatto in modo di fargli perdere – di nuovo – la memoria in modo da non ricordare nulla nei successivi diciotto anni (strano, però, che in sei stagioni non ne sia mai stata fatta parola).

Ora, nel presente, la Black Fairy è giunta a Storybrooke e per prima cosa fa visita a suo figlio. No, non è una mammina premurosa, ma una delle villain che fino ad ora mi stanno piacendo di più, peccato che sia arrivata relativamente tardi e che tanto quasi sicuramente verrà sconfitta. Sicura del fatto che prima o poi suo figlio si unirà a lei nella battaglia contro la Salvatrice, decide poi di incontrare la Salvatrice stessa per poi far sparire l’unica cura che avrebbe potuto salvare i Charmings dalla maledizione del sonno. Questa cura, di nuovo, era un intero campo di quei fiori visti nei flashback. Un intero campo, segno che l’oscurità e la malvagità di questa nuova antagonista fanno impallidire la Evil Queen di un tempo.

Tra mille peripezie che non sto qui a raccontare, Emma riesce a salvare Hook con l’ultimo fiore rimasto (lasciato da Gideon in un attimo di libero arbitrio) mentre i Charmings vengono salvati dalla stima di tutti gli abitanti della città che decidono di sacrificare un po’ del loro tempo dormendo, per far svegliare entrambi.

Detto ciò, il punto dell’episodio, a parte la proposta di matrimonio, stavolta fatta bene, di Hook a Emma, qual è? Nel suo primo faccia a faccia con la Black Fairy, Emma scopre che è stata lei a creare la maledizione ed in qualche modo (sento puzza di riferimento ad Harry Potter) a designarla come Salvatrice con cui un giorno si sarebbe dovuta scontrare. Probabilmente è qualcosa di aggiunto a posteriori, ma se ricordate nel primo episodio, Rumple rinchiuso sotto le sbarre del castello poco prima della maledizione, disse ai Charmings che una volta che la Salvatrice fosse tornata a Storybrooke a liberare tutti, sarebbe iniziata la battaglia finale. Come Snowhite spiega in questo episodio, ma come tanto sapevamo anche noi, tutti (anche gli autori) pensavano che Rumple si riferisse allo scontro con Regina, e invece a quanto pare la Battaglia Finale sarà proprio l’ultimo capitolo del libro, lo scontro con la Black Fairy.

E proprio da questo, dunque, il flashback assume un senso. Proprio per questo essere destinata ad una battaglia finale in qualità di Salvatrice, ha senso che i genitori pensino a quando era balenata loro in testa l’idea di riunirsi con Emma diciotto anni prima del previsto. Se lo avessero fatto, cosa sarebbe successo? Cosa sarebbe successo a loro, agli abitanti di Storybrooke? Sicuramente Henry non sarebbe nato, e altrettanto sicuramente Regina non avrebbe mai avuto una redenzione. Emma non avrebbe mai incontrato Neal e con ogni probabilità lui sarebbe ancora vivo, per la gioia di Gold.

Ma crediamo davvero che Snowhite e Prince Charming possano permettere che una cosa simile accada, come modificare il passato e fare  in modo che Emma non diventi Salvatrice? E se, ma questo sarebbe troppo complesso anche per gli autori di Once, la Battaglia Finale altro non fosse che un grandissimo plot twist secondo cui Emma, appunto, non diventando Salvatrice deve scontrarsi contro la Evil Queen degli inizi di Storybrooke pur non avendo i poteri?

Tutto ciò, ovviamente, non ci sarà dato saperlo fino alla fine, e non sappiamo ancora se sarà la fine o semplicemente un finale di stagione. Di certo c’è solo che né Snowhite né Prince Charming torneranno per la settima, quindi non ci resta che attendere e fare congetture, anche se al momento non me ne vengono in mente.

Dunque, ecco perché, alla fine, questo episodio mi è piaciuto. Perché adoro i discorsi sul destino, adoro i richiami alle stagioni precedenti, anche quando vengono incastrati male come in questo caso. Adoro sapere che un cerchio si sta chiudendo e che, se continuasse su questa linea, potrebbe chiudersi in un modo bello e coerente con la storia raccontata fino ad ora. Abbiamo ancora quattro appuntamenti con Once, di cui il prossimo (il cui trailer potete trovare qui), la 6×19 che, dal titolo The Black Fairy sembrerebbe essere incentrata sulla storia dell’antagonista di questa metà di stagione, la 6×20, The Song in Your Heart che tutti sappiamo essere l’episodio musical tanto atteso, e poi il finale da due episodi, The Final Battle, in onda il 15 maggio.

Sinceramente, ho molta ansia. Ce l’ho perché sebbene la qualità di questa serie sia scesa durante quest’ultima stagione, negli ultimi anni è stato un appuntamento fisso che mi ha quasi sempre resa felice. Mi ha distrutta, alle volte, e mi ha lasciata intere estati ad aspettare settembre solo per poterla rivedere. Se finisse potrebbe, sì, essere una cosa buona nei confronti della trama e anche di chi l’ha sempre seguita con passione, ma non nascondo che mi dispiacerebbe tantissimo. Io continuerei a guardarla per altre mille stagioni, ma mi rendo conto che non sarà possibile.

Insomma, nell’attesa dei prossimi episodi, fatemi sapere cosa ne pensate e cosa secondo voi potrebbe accadere! Continuate anche a seguirmi sulla mia pagina Telefilia, su Twitter e su TV Showtime!

P.S.: Ho iniziato Dexter una settimana fa, sono alla seconda stagione e mi sono appena accorta che Jaime Murray, l’attrice che interpreta la Black Fairy, ha un ruolo anche nella seconda stagione di Dexter. Inizia a piacermi molto, e poi ha un accento così british che potrebbe quasi piacermi molto più di Rita. Vi terrò aggiornati anche su questo 😀

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