Baker-Miller pink, il rosa dal potere calmante

Baker-Miller pink, il rosa dal potere calmante

Non serve certo essere esperti di cromoterapia per sapere che i colori esercitano effetti straordinari sulla nostra psiche. In questo articolo scopriremo le proprietà del rosa Baker-Miller, una tonalità dai particolari poteri calmanti.

La scoperta del rosa Baker-Miller

Ormai è risaputo che sulle pareti dei fast food troneggiano le palette del rosso per stimolare il nostro appetito, i grandi brand usano spesso il blu nei loro loghi per trasmettere fiducia e – inevitabilmente – quando siamo di cattivo umore ci infiliamo sempre qualcosa di nero.

C’è chi ha voluto verificare sul campo la teoria dei colori e ne ha tratto corposi studi di psicologia comportamentale che provano una correlazione tra le lunghezze d’onda cromatiche e il rilascio di specifici ormoni da parte del nostro sistema endocrino.
E lo scienziato americano Alexander Schauss, negli anni 60, lo ha fatto in grande stile.
Affascinato dagli studi dello psichiatra Max Luscher, che affermava che il colore preferito di una persona rispecchiasse il suo carattere, Schauss si chiese se l’esposizione prolungata ad un colore potesse effettivamente alterare i sentimenti e i livelli ormonali di un individuo.

Baker-Miller pinkQuando iniziò a sperimentare la teoria su sé stesso, con l’aiuto del suo assistente John Ott, scoprì con sua grande sorpresa che gli effetti più benefici venivano causati da una particolare tinta di rosa, che Schauss chiamò provvisoriamente pink P-618. Gli era sufficiente osservare un piccolo rettangolo di carta tinteggiato con quella sfumatura per rilevare un marcato rallentamento del battito cardiaco e della respirazione.

Nel 1979 Schauss escogitò una trovata tanto stravagante quanto geniale per confermare il potere del “suo” rosa: convinse i direttori di un istituto navale di Seattle a dipingere con il P-618 alcune celle in cui venivano rinchiusi gli allievi più insubordinati.
Per ringraziarli della loro disponibilità, Schauss battezzò ufficialmente il colore Baker-Miller Pink in onore dei cognomi dei direttori dell’istituto.

Il numero di aggressioni e liti tra i detenuti fu monitorato per mesi, registrando la differenza tra il “prima” e il “dopo”. Il risultato?

Dall’inizio della procedura, l’1 marzo 1979, non si sono registrati incidenti né comportamenti ostili durante la fase iniziale di reclusione.

– Rapporto ufficiale dell’istituto navale

I responsabili del carcere ebbero modo di osservare come soltanto quindici minuti di esposizione al Baker-Miller pink erano sufficienti a sedare l’indole violenta dei detenuti. In pratica, il colore agiva allo stesso livello di un farmaco calmante. Proprio da questo esperimento il colore si conquistò il soprannome di Drunk Tank pink (letteralmente, il “rosa della cella degli ubriachi”).

rosa baker miller
Spogliatoio delle squadre ospiti all’università dell’Iowa. Il rosa calma i giocatori della squadra avversaria, rendendoli meno competitivi e più facilmente battibili.

Gli esperimenti sul rosa Baker-Miller si sono moltiplicati negli anni, invadendo le pareti di spogliatoi, centri di riabilitazione e addirittura uffici di recupero crediti.
I veri test hanno dimostrato che il colore non solo è in grado di attenuare la rabbia, ma anche l’appetito e la competitività. Se siete a dieta, agitati o stressati per qualsiasi motivo guardare per qualche minuto questa pagina potrebbe avere effetti benefici sul vostro umore. Ha funzionato?

Attenzione però: nonostante i suoi potenti effetti, la reazione dell’organismo è a breve termine. Non appena il corpo tornerà allo stato di normale equilibrio, la “magia rosa” cesserà di esistere.

Ma se volete comunque testare i sintomi benefici del rosa Baker-Miller (e se sapete smanettare con Photoshop), ecco tutti i codici a lui associati: #FF91AF, CMYK 0-43-41-0, RGB 255-145-175. Vi sentite già più rilassati?

Blogger, web designer, a volte scrittrice analogica. Nerd repressa causa incompatibilità con la matematica. Mens sana in corpore pigro. Sogno di scrivere un e-book al giorno e di smetterla con le frasi brevi nelle biografie.

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