Blindspot – recensione episodio 2×04

Blindspot – recensione episodio 2×04

Devo dire che questa stagione mi sta piacendo particolarmente: è ricca di colpi di scena e di suspance, quasi più della prima.

Il mistero si infittisce sempre di più, e mentre tutto ciò avviene scopriamo sempre di più sull’interiorità dei protagonisti.

In questo episodio, finalmente, come pensavo, Kurt decide di assumersi le proprie responsabilità nella gravidanza di Allie. Era una mossa abbastanza ovvia da prevedere, conoscendo Kurt, ma fortunatamente ha preso questa decisione in tempi ragionevoli. Poi da quando ho visto la moka in casa sua, lo adoro ancora di più.

Anche Reed, pian piano, inizia a far luce sul suo passato e sono certa che anche questa storia non verrà portata per le lunghe: nel giro di qualche episodio sapremo se e cosa è successo quando Edgar Reed era piccolo.

Invece, per quanto riguarda Jane, sono un paio le cose su cui vorrei soffermarmi oggi.

La prima è la storia di Shephard e della sua famiglia, che pian piano inizia ad emergere portando alla luce quali siano le vere ragioni per cui Sandstorm combatte. Shephard ha perso la sua famiglia per colpa di un lago inquinato, e insieme a loro ha perso anche il suo futuro vedendosi asportare le ovaie a diciassette anni. Trovando Jane e Roman, orfani, e prendendoli con sé ha potuto finalmente avere una famiglia. Toccante è stato anche il momento in cui Shephard finalmente abbraccia Jane dicendole che cancellandole la memoria avevano deciso di darle indicazioni solo inerenti alla missione. In questo modo la ragazza si era notevolmente allontanata da loro e adesso vogliono rimediare.

La stessa Jane dice a Kurt di non fidarsi dell’FBI. Che ora inizi a fidarsi di Sandstorm diventando anche lei una vera terrorista?

La seconda cosa di cui volevo parlare, infatti, si lega proprio a questo. Più precisamente si tratta delle parole che Jane dice a Meridia verso fine episodio: puoi anche mentire a qualcuno ma continuare ad amarlo. Un palesissimo riferimento (con tanto di frecciatina) a Kurt. E lo si vede dallo scambio di sguardi. Sono due stagioni che aspetto, quand’è che questi due si decideranno a dirsi in faccia cosa provano? E’ palese che Kurt non passerà il resto della sua vita con Allie (anche se, e quasi mi vergogno a dirlo, nell’abbraccio di questo episodio un pochino-ino-ino li ho shippati).

Insomma, un episodio denso di emozioni. Da Kurt, a Jane, a Shephard, a Reed. Emozioni di ogni genere. Grande assente, però, la ship Patterson-Borden. Beh, vi siete baciati ed è finita lì? Una cena, una parola, niente? Niente. Così non si fa.

Ora, la cosa più inquietante, però, è accaduta a fine episodio. Anzi, inquietante è dire poco.

Quando nella 1×01 Jane è stata trovata, sulla sua schiena era tatuato il nome di Kurt Weller. Un’intera stagione per capire che era tutta una bufala basata sul fatto che avrebbero voluto far credere a Kurt che Jane fosse Taylor così che lui si fidasse di lei e blablabla. Questo, diciamo, lo sapevamo un po’ tutti.

Ciò che non sapevamo, e che ci ha lasciato un po’ così, è che Sandstorm ha gli occhi puntati su Kurt da più di vent’anni. Da quando, meno figo di ora, si trovava all’accademia militare. Perché? Per un attimo ho pensato che la famiglia di Kurt possa a vere a che fare, in un modo o nell’altro, con quel famoso lago. Ma in che modo? Forse è la causa per cui sua madre è morta? Oppure qualcuno della sua famiglia è stato complice di quel disastro? O, ancora, Kurt in realtà potrebbe essere stato adottato dai Weller perché orfano di una famiglia morta come è successo a quella di Shephard? Una cosa è certa: scopriremo di più sul passato di Kurt in questa stagione.

Per oggi, vi lascio con un ultimo quesito: che cosa sta combinando Tasha? Oltre alla poca simpatia che provo per lei, non riesco proprio ad immaginare che intenzioni abbia e alcuni dei miei sospetti su di lei crescono sempre di più.

Ventisette anni, interprete, traduttrice, appassionata di viaggi e letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore, venero i ravioli cinesi e mi drogo di serie TV.

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