Caro mare…

Caro mare…

caro-mareCaro mare,
cosa ti stanno facendo?
Tu, che brilli di un azzurro così simile al cielo.
Che nascondi fondali d’incanto, creature viventi di una bellezza senza tempo.
Sei la natura. Sei la bellezza. Sei la vita.
E gli uomini ti amano,
quando arriva giugno, la bella stagione, il sole, e loro hanno tanto bisogno di rilassarsi.
Oppure quando alzi le onde e affronti l’inverno, mentre loro affrontano la vita quotidiana.
Ti cercano,
in quelle domeniche calde, afose, in cui l’unico sollievo è lasciarsi abbracciare dalla tua immensità.
O nelle giornate fredde, quando l’orizzonte sembra più vicino di quanto realmente è.
Non so, fossi al posto tuo, cosa penserei di noi.
Noi che giochiamo con i racchettoni, ci sdraiamo sul bagnasciuga a friggerci la pelle.
Noi che ti saltiamo addosso, ti entriamo dentro, ti usiamo per divertirci o per riempirti di sogni.
Noi che d’inverno ti osserviamo persi tra i nostri pensieri.
Tu che vedi soffrire le creature che custodisci con amore.
Che piangi lacrime salate, tra la tua schiuma, nella tua trasparenza.
Cosa pensi di noi?
Che ti amiamo, ti cerchiamo, ma ti lasciamo andare, sporco di dolore, soldi e morte?
Caro mare,
devi avere una grande forza, per continuare a far sbattere le tue onde su quelle spiagge popolate da chi l’umanità non sa proprio cosa sia.
Parlano solo di petrolio, di trivelle, fanno votazioni, chiedono pareri, non vanno a votare, si disinteressano, ti ignorano completamente.
Ma tu rimani sempre il nostro mare.
Lo stesso mare che ci regala estati da sogno sin da quando eravamo bambini.
Lo stesso mare che ci ha accolto per intere generazioni, lasciandoci il sale sulla pelle, il profumo di estate tra i capelli.
Il mare che ci ha sfamato, che ci ha fatto scoprire il mondo, che ci ha donato la vita.
Abbiamo la fortuna di averti, di vedere il nostro Paese circondato dalla tua lucentezza, eppure non ti apprezziamo abbastanza, non ti rispettiamo.
In un mondo in cui la ricchezza è la sola cosa che conta, io penso che la vera ricchezza sei tu, è la natura, è il tuo blu profondo.
Non so cosa accadrà, mentre il tempo passa, ma so che tu ci sei, sei certezza, che spero non crollerà.
Quando ero piccola e ti venivo a trovare, mi divertivo a creare castelli di sabbia. Ora lo fa mia figlia.
Spero che la tua sopravvivenza, la tua bellezza, la tua immensità non diventino solo un castello di sabbia nelle mani di chi comanda, di chi non rispetta, di chi ignora.
Come fai tu, caro mare, ad ospitarci ancora?

Scritto da

Chiara Nava

Venticinque anni, mamma di una principessa ribelle di tre anni e mezzo, pubblicista, blogger e web editor. Amo scrivere, è tutto quello che ho sempre fatto, è tutto quello che sono. Ed amo leggere ed inventare favole insieme alla mia bambina. Nel mio piccolo, attraverso le parole e la scrittura, vorrei combattere il silenzio assordante che spesso avvolge la violenza sulle donne.

Lasciaci un commento!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *