Consigli per l’inverno: Blindspot

Consigli per l’inverno: Blindspot

Vi sono mancata? Dal midseason finale di Once non ho avuto molto tempo per scrivere, ma in compenso ho avuto molto tempo da dedicare alle serie tv (dopotutto, cosa sono gli esami a confronto?). Quindi è successo che mi sono rimessa in pari con Heroes Reborn, Scream Queens e Blindspot, ho comprato su Amazon tutti i cofanetti delle quattro stagioni di Heroes e mi sono messa a vedere Fringe, perché mi sentivo anche un po’ eretica a non averlo mai visto, visto e considerato che è di J. J. Abrams, che per chi non lo sapesse è uno dei geni dietro la creazione di Lost, quindi mi sono detta “perché non iniziare anche questa, nonostante sia terminata tipo tre anni fa?”.

E niente, le serie tv come al solito hanno avuto la meglio su di me e la mia famiglia ci ha rinunciato. Hanno capito che ho dei problemi e costerebbe più curarli piuttosto che assecondarli, ecco perché credo che a breve spenderò una cifra non ancora ben definita anche per tutti i cofanetti di Fringe, visto e considerato che lo streaming inizia ad andarmi stretto. Vorrei iniziare anche Quantico, e se riesco riprendere Sleepy Hollow e Hannibal, che ho lasciato indietro di decenni, e magari iniziare anche Sherlock. Intanto è ricominciato Pretty Little Liars e domani (stanotte) riprende The 100, e così stiamo messi bene. Stanotte ci sarà anche il season-series finale di Heroes Reborn. Allora, essendo così tante le serie di cui parlare, inizierei oggi con il raccontarvi di Blindspot, una serie che mi ha incuriosita fin dall’inizio. Di seguito riporto la trama, chi non fosse interessato agli spoiler può saltare direttamente al paragrafo successivo.

New York, Times Square. Una ragazza completamente nuda (Jaimie Alexander) e completamente ricoperta di tatuaggi (solo io ho fatto un mega crossover con The Whispers? Eppure gli alieni stavolta non c’entrano!) si risveglia dentro un borsone. La polizia la trova e lei non ricorda nulla di chi sia, né perché abbia tutti quei tatuaggi. Praticamente non sa niente di niente. Ma sulla sua schiena è tatuato il nome di un agente dell’FBI: Kurt Weller (Sullivan Stapleton). Iniziano le ricerche, si mette su un team di investigazione, e la ragazza risulta essere, dopo qualche episodio, una navy seal dei reparti speciali, insomma una specie di macchina della guerra parte di un gruppo non riconosciuto di militari. I suoi tatuaggi sembrano condurre sempre a qualche nuovo caso da risolvere e così anche Jane Doe (nome datole provvisoriamente) scopre molte cose su di lei: parla cinese, bulgaro e russo; conosce le arti marziali; sa fare un sacco di cose che i comuni mortali si sognerebbero di fare. Oltretutto è anche una strafiga. Kurt Weller, classico agente federale scapolo di circa trentacinque anni, figo pure lui, ovviamente ne è attratto, e fin qui sembrerebbe anche un po’ banale. Ma banale questa serie non è: in base ad alcuni test del DNA, la ragazza sembra essere una bambina scomparsa venticinque anni prima, e questa bambina altri non era che la vicina di casa di Kurt. Le cose sono poco chiare, diciamo che ogni episodio aggiunge poca carne al fuoco ma fa sorgere sempre più domande. Già nel finale del primo episodio vediamo infatti che quella di farsi cancellare la memoria era stata un’idea di Jane, ma non sappiamo perché. Nel midseason finale ci danno qualche mini risposta in più: Jane vede se stessa in un video che aveva registrato prima che le cancellassero la memoria, in cui lei dice che quella di cercare Kurt era stata proprio una sua idea. Ovviamente sul più bello l’episodio finisce e c’è da aspettare fino al 29 febbraio.

La serie, già rinnovata per una seconda stagione, risulta essere molto scorrevole e poco stereotipata. Certo, molti cliché sono spudoratamente piazzati lì come quello del capo che nasconde segreti, della CIA che fa gli impicci o delle varie teorie del complotto, ma i personaggi di Jane e Kurt sono molto interessanti. Gli attori trasmettono completamente i loro stati d’animo e la serie ha un ritmo incalzante che non cessa mai: non ci sarà da annoiarsi. Ovviamente mi aspetto una seconda parte di stagione di pari livello, quindi per ora il voto può essere un 8. Vivamente consigliata per chi ama il mistero ma anche per chi vuole divagarsi un po’: ogni episodio costituisce un caso a se stante da risolvere, e le informazioni su Jane sono distribuite con il contagocce, quindi non è neanche troppo impegnativa.

A presto con un altro consiglio in vista del ritorno del nostro amato Once!

Ventisette anni, interprete, traduttrice, appassionata di viaggi e letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore, venero i ravioli cinesi e mi drogo di serie TV.

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