Dead of Summer: considerazioni finali

Dead of Summer: considerazioni finali

Circa due mesi fa, in questo articolo, mi chiedevo se questa nuova serie tv targata Freeform con le firme dei famigerati Edward KitsisAdam Horowitz Ian Goldberg sarebbe stata all’altezza delle precedenti o un flop totale.

Perché le premesse c’erano: sia per il flop, sia per la serie più bella del mondo. E stanotte è andato in onda il series (molto probabilmente seasonfinale.

Il 2 luglio, infatti, dicevo:

Si sa, nell’immaginario collettivo solo una cosa può accadere in un campeggio vicino ad un lago: l’assalto di qualche serial killer psicopatico che magari si annida tra i protagonisti.

E questo è stato ciò che si è infatti verificato. Sono una veggente? O semplicemente mi limito ad essere talmente tanto osservatrice delle vicende e dello stile dei produttori da poterli anticipare? Eppure non mi sarei mai aspettata un simile colpo di scena come quello avvenuto nella 1×09 che ribalta tutto ciò che credevamo di sapere.

Giuro, ho passato una notte intera a rimuginare su ciò che avevo appena visto. Mi sono alzata in piedi e ho fatto un applauso ai produttori e alla recitazione di Elizabeth Lail, attrice che già avevo potuto ammirare in Once Upon a Time nel ruolo di Anna.

Diciamo che l’andazzo di questa serie è stato abbastanza particolare, tanto che ho deciso di riassumerlo con una sequenza di immagini sul mio account TVShowtime che riporto qui

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I primi episodi, fino al sei più o meno, mettono le basi per una storia. C’è una trama, c’è qualche cosa di strano, di sicuro c’è il soprannaturale. Qualcosa non torna, ma piace e prende, non annoia e lascia col fiato sospeso ad attendere la settimana successiva.

Gli episodi sette e otto sono strani. Strani perché cambia qualcosa e non si capisce cosa sia vero e cosa sia una bugia. Non sono brutti né tanto meno li ho trovati noiosi, ma diciamo che confondono parecchio le idee sulla questione Holyoke.

Poi arriva lui. Il nono episodio. L’apoteosi della genialità della produzione e della fantastica recitazione di Elizabeth Lail (Amy, nello show). Un episodio con i fiocchi che lascia letteralmente a occhi sbarrati davanti ad una verità che non avremmo mai potuto immaginare.

Ed è per questo, forse, che la serie avrebbe potuto chiudere in bellezza con il “be right there” di Amy della 1×09, senza dover ripiegare su un ultimo episodio conclusivo ma meno emozionante.

Non mi fraintendete, questa serie mi è piaciuta. I presupposti ci sono stati e sono stati sfruttati, nonostante in alcuni momenti il trash sia regnato sovrano (ma poi, io parlo di trash dopo anni che seguo Pretty Little Liars). Solo che spero che non venga rinnovata per una seconda stagione, perché non avrebbe senso.

Dead of Summer è stato, appunto, uno show estivo. Ha creato la giusta suspance per una serie da dieci episodi e soprattutto autoconcludente. Il season finale (o, a questo punto, anche se non si hanno conferme ufficiali, series finale) non lascia punti in sospeso ma anzi, chiude in bellezza la serie mostrando come la vita dei pochi superstiti di Camp Stillwater sia tornata alla normalità.

I personaggi con cui lo show ci ha tenuto compagnia sono stati ben delineati, e per chi dice che non sono stati sufficientemente approfonditi vorrei ricordare che gli episodi sono stati solo dieci. E’ normale non avere ore e ore dedicate ad un personaggio, tuttavia sono stati tutti notevolmente interessanti: da Amy, la timida ragazza con un grande segreto, ad Alex, che ora stalkero anche su Instagram (si chiama Ronen Rubinstein), a Jessy, che mi è sempre stata un po’ antipatica, a Cricket, che proprio non sopportavo, a Drew, la cui interprete è stata così convincente che credevo veramente fosse un ragazzo, a Blair, che forse è quello che ha avuto meno spazio.

Detto ciò, spero che la serie venga trasmessa in Italia perché a mio parere merita, ma altrettanto spero che gli showrunner ragionino e non continuino con una eventuale stagione due, perché si perderebbe tutta l’atmosfera creatasi e andrebbe a diventare una sorta di American Horror Story con protagonisti diversi ad ogni stagione.

Se non l’avete vista, però, guardatela. Merita. E soprattutto apprezzate il fatto che non ho spoilerato nulla.

Per la cronaca, tra meno di un mese riprenderanno a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro: Once Upon a TimeQuanticoBlindspot. Spero di riuscire a tenervi compagnia seguendo insieme Once e Blindspot, per poi magari poterci dedicare anche alla serie de I Medici che andrà in onda su Rai Uno da ottobre e con la terza ed ultima stagione di The Fall in onda da novembre.

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Ventisette anni, interprete, traduttrice, appassionata di viaggi e letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore, venero i ravioli cinesi e mi drogo di serie TV.

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