“Dopo di te”, il sequel di “Io prima di te”- Recensione

“Dopo di te”, il sequel di “Io prima di te”- Recensione

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“Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante… c’è fame in te, Clark. C’è audacia. L’hai soltanto sepolta, come fa la gran parte della gente.

Vivi bene. Semplicemente, vivi.

Will

Con queste parole avevamo lasciato la nostra protagonista, la buffa, goffa, simpatica e sorridente Lou, alla ricerca di nuove esperienze nell’affascinante e ammaliante Parigi e desiderosa di tener fede alla promessa fatta al suo grande amore Will.

Di solito si dice: quando si chiude una porta, si apre un portone.

È quello che pensa il lettore, una volta arrivato alla fine del romanzo “Io prima di te”. Pensa che la vita di Louisa, da quel momento in poi, sarà all’insegna del moto “vivi bene. Semplicemente, vivi!”, quello che le aveva inculcato quel giovane uomo paralitico.

Ma la vita non è così semplice. Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si amava? È davvero possibile voltare pagina?

Ci troviamo nuovamente a Londra: è passato ormai un anno e mezzo da quel tragico episodio.

Louisa si ritrova al punto di partenza e sente il bisogno di dover dare davvero una svolta alla sua vita, dal momento che quei sei mesi passati con Will l’hanno letteralmente trasformata.

Eppure, nonostante questa consapevolezza, Lou si ritrova a ventinove anni a lavorare in una squallido bar di un aeroporto, costretta a guardare altre persone alla ricerca di posti nuovi. Mentre vive quella vita che, in fondo, non le appartiene, si domanda se sarà mai in grado di superare il dolore che la soffoca.

Ed è in quel momento che le cose cambiano: alla porta di Lou suona una persona sconosciuta ma legata al passato di Will.

Cosa fare? Chiudere la porta e continuare con quella routine alienante e ordinaria, oppure aprire quella porta e rischiare tutto?

Louisa manterrà la promessa fatta? Lascerà entrare il nuovo nella sua vita?

 

Considerazioni

Dopo tre anni dall’uscita di “Io prima di te”, e il suo conseguente successo mondiale, Jojo Moyes torna il libreria per parlarci ancora una volta di Lou.

L’idea di scrivere un seguito è stata maturata dall’autrice dopo essere stata letteralmente sommersa da lettere ed e-mail di lettori che le chiedevano che fine avesse fatto la loro protagonista preferita.

Cosa penso sinceramente?

I lettori che hanno fatto questa richiesta potevano benissimo risparmiarsela.

Non perchè la storia non sia bella, anzi a me è piaciuta molto e la Moyes ha una scrittura veloce e scorrevole, molto piacevole, ma non sono mai ben disposta nei confronti dei sequel, perchè la maggior parte delle volte non sono all’altezza della storia originale e gli autori se ne servono solamente per allungare il brodo e sperare di ottenere altrettanto successo senza il minimo sforzo.

Fosse stato per me la storia poteva essere benissimo conclusa con l’ultima pagina di “Io prima di te”. Tutto sarebbe stato frutto dell’immaginazione dei lettori, fantasticando sulle possibili esperienze e avventure future di Louisa.

Nonostante la presenza di Will aleggi per tutto il libro, non riuscire a leggere una sua frase come personaggio vivente fa un certo effetto.

Insomma, secondo me, questo sequel poteva essere benissimo risparmiato al pubblico e lasciare in loro la tenera immagine di Lou a Parigi in cerca di nuove esperienze ed avventure.

Molto probabilmente la storia mi sarebbe piaciuta di più se i protagonisti non fossero stati quelli di “Io prima di te”, ma personaggi del tutto nuovi. Forse l’idea avrebbe funzionato.

Forse…

 

photo credits: Jojomoyes.com, Yoann Jezequel

 

Giovane studentessa di storia dell'arte. Sognatrice indefessa con la passione per i libri, il teatro, il cinema in bianco e nero e i viaggi. Nel tempo libero adoro nutrirmi di storie.

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