Game of Thrones – recensione episodio 6×05 The Door

Game of Thrones – recensione episodio 6×05 The Door

Se era vero che GOT ci ha regalato qualche enorme gioia nei primi episodi, è altrettanto vero che con il midseason ci ha pugnalato dritti al cuore in un modo che nessuno si aspettava. La 6×05 è stata una scoperta, è stata un midseason come si deve, a seguito del quale per fortuna dobbiamo aspettare solo una settimana e non un’intera pausa. Se la 6×02 ci aveva regalato l’immensa gioia di veder tornare in vita Jon Snow e la 6×04 ci aveva mostrato la prima reunion Stark da sei stagioni, la 6×05 ci ha distrutti emotivamente. O meglio, parlo per me. Mi ha distrutta, e cercherò, in questa recensione di spiegarne i motivi. Il pathos non è mancato, come negli scorsi episodi, ma qui c’è stato qualcosa in più: un velo di tristezza, steso così sul nulla, adagiato pian piano sulle storyline come per ricordarci che non possiamo andare avanti a gioire per sempre, in questo show. Abbiamo gioito abbastanza, adesso il gioco si fa duro.

Alla base di questo podio, se non altro non per importanza ma per successione all’interno dell’episodio, Daenerys. La regina, ormai salva, si ritrova in un commovente faccia a faccia con Jorah Mormont il quale, oltre a dichiararle il proprio amore, le mostra il braccio affetto dal morbo. Ora, sdrammatizzando la situazione potrei dire che per l’ennesima volta Daeny ha friendzonato il caro amico/nemico, per di più stavolta davanti a Daario. Però poi negli occhi di Daenerys sono arrivate le lacrime, e allora lì non ce l’ho fatta più nemmeno io. Lo implora di guarire. Gli comanda, per quanto assurdo ciò sia, di trovare una cura per il morbo e di tornare da lei, perché lei avrà bisogno di lui quando conquisterà i Sette Regni. Quant’era che non la sentivamo parlare di Sette Regni? Sembrava avesse accantonato l’idea di tornare a casa. Jorah se ne va. È stato il nostro ultimo incontro? Lo rivedremo? Tornerà? Guarirà? Non ci è dato saperlo, ma per il momento va bene così. Sappiamo che Daenerys lo ha perdonato, sappiamo che lo vuole al suo fianco per tutto ciò che lui ha fatto per lei, nonostante sia stato un traditore. Il personaggio di Jorah Mormont mi ha sempre fatto una particolare tenerezza, forse proprio perché reso completamente cieco dall’amore che prova per Daenerys.

Il secondo e il primo posto del mio podio invece sono occupati da due avvenimenti della storyline di Bran Stark. Premetto che uno dei miei commenti all’episodio è stato “e c’è chi dice che chi si fa gli affari suoi campa cent’anni.. forse non hanno conosciuto Bran”. Niente, oggi un po’ tutto il mondo ce l’ha con Bran, o almeno buona parte del fandom, e il motivo sembra essere uno solo: ha messo più persone in pericolo lui con la sua curiosità che George Martin stesso ai matrimoni da lui creati. In un climax ascendente di ansia e preoccupazione, l’arrivo degli Estranei dentro la caverna dove sono nascosti Bran, Meera, Hodor, Estate e il Corvo a Tre occhi insieme con i Figli della Foresta costringe tutti a cambiare i piani. Non rispiegherò cosa sia accaduto perché, detto francamente, non credo di esserne in grado. Ma vi dirò cosa ne penso. Il mio cuore ha iniziato a dilaniarsi al sacrificio di Estate, il metalupo di Bran, che decide di attaccare gli Estranei ma non riesce nemmeno a dare un morso che viene fatto fuori. Estate si sacrifica per Bran, un cane (un metalupo, ma dato il loro rapporto sembra più un cane) che vuole salvare il proprio amico. E non uso la parola padrone, perché sappiamo che il rapporto tra gli Stark e i loro metalupi era qualcosa di speciale, di particolare, di stretto. E niente, in due episodi ne hanno ammazzati due. Resta solo Spettro e spero di non doverlo veder subire una fine del genere, ci resterei troppo male. Paradossalmente in questo show mi da più fastidio la violenza sugli animali, che sono completamente innocenti, che sugli uomini/donne o chicchessia (con qualche eccezione, ovviamente, come quella che occupa la posizione più alta del mio podio). Passiamo alla parte clou, il destino di Hodor. Comprendiamo, mentre Bran si trova sia dentro Hodor sia in una sua visione presso Grande Inverno al tempo in cui suo padre era piccolo, quale sia il motivo dietro la perdita della parola per Hodor e il fatto che il suo nome, che è anche l’unica parola che sa dire, voglia dire Hold the Door. Ora, questa cosa mi ha distrutto il cuore, ma sono riuscita a fare un ragionamento. E dopo averci pensato su un’intera giornata, questo è ciò che ne ho tratto (sicuramente non ho scoperto l’acqua calda):

Hodor è sempre stato destinato a finire in quel punto, nella sua vita. A dover morire tenendo quella porta chiusa per proteggere Bran. Se Hodor non si fosse trovato in quel momento in quel posto, Wylis nel passato non avrebbe mai perso la parola, non sarebbe mai diventato Hodor, non avrebbe mai aiutato Bran e forse non sarebbe lì a tenere la porta chiusa e di conseguenza Bran sarebbe potuto morire.

Ora, tutto ciò va letto in un’ottica che vede il tempo come qualcosa di ciclico e non di lineare: ne abbiamo esempi in Lost, per dirne una. Ma questo ci insegna anche che le visioni di Bran in un certo senso mettono in comunicazione il passato con il presente, e questo porta ad un’altra domanda che sta circolando sui social in queste ore: e se Bran fosse già intervenuto più volte, causando proprio la sua caduta in modo da dover essere dove si trova? Causando persino altre cose, magari costruendo lui stesso la Barriera, visto che sappiamo che colui che la costruì si chiamava proprio Brandon Stark. Questa non è una mia teoria, ma qualcosa che ho trovato in più commenti online e mi sembrava giusto riportare. Non so dove vogliano andare a parare con questa storyline, non so tutto ciò cosa abbia significato, ma la visione di Hodor che sacrifica la sua vita per i suoi amici, così come Estate, in assoluta fedeltà e senza aver mai chiesto nulla in cambio mi ha davvero commossa. E mi ha atterrita vedere che lui era praticamente già cosciente di dover compiere il proprio destino in quel modo, avendo già avvertito tutti da più stagioni di dover Hold the Door.

Una rivelazione particolarmente scioccante, più che altro perché ancora non la si comprende a pieno. Abbiamo scoperto che i White Walkers sono stati creati dai Figli della Foresta per proteggere il nord dagli umani, ma questi gli si sono poi rivoltati contro. Assistiamo alla trasformazione del primo uomo in White Walker e non so perché ma ho ripensato al dialogo tra Ned e Bran nella 1×01 quando il padre dice al bambino, che può ancora camminare, che gli Estranei non si vedono da migliaia di anni. Non so quale possa essere il nesso, ma io voglio vederci un nesso.

Altri momenti degni di nota di questo episodio, così, per ricordarmi che ce ne sono stati altri, sono stati:

  • Sansa che alza le penne contro Ditocorto
  • Sansa che cuce il vestito per Jon (feels a non finire, proprio!)
  • Tyrion che cerca di ingaggiare una specie di Melisandre di sottomarca (cit. di una telefila come me) per supportare la legittima Regina pur sapendo che il credo del Dio della Luce sia un po’ particolare. Questa storia non mi piace, ho paura
  • Arya che continua a prendere le bastonate dopo sei episodi ma finalmente riceve il primo incarico di lavoro della sua vita e va a fare il sicario per conto di Jaqen (tra l’altro, la commedia cui assiste mi ha fatto ridere di gusto anche se anch’io, al comparire di Ned Stark, ho un po’ storto la bocca come Arya)
  • Yara Greyjoy che viene supportata dal fratello per diventare regina ma subito dopo viene screditata dallo zio Euron che non solo raccoglie consensi più velocemente di quanto io prepari un esame, ma una volta incoronato pensa bene di uccidere i nipoti. Fortuna che Yara e Theon tutto sono tranne che stupidi e scappano con le navi. Mi ci vorrei soffermare un attimo: dove sono diretti? A Essos, dove Euron aveva detto di sapere ci fosse la Regina dei Draghi? O solamente in un’altra città di Westeros? Se così fosse potrebbero allearsi con Jon Snow, aiutarlo a riprendersi Grande Inverno ed in cambio lui li aiuterà a riprendersi le Isole di Ferro.

Niente Queen’s Landing e niente Ramsay in questo episodio, mi aspetto di vederne di più nel prossimo. Vi lascio a crogiolarvi nell’immensa tristezza di questo episodio… e se non dovesse avervi messo tristezza, beati voi!

Ventisette anni, interprete, traduttrice, appassionata di viaggi e letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore, venero i ravioli cinesi e mi drogo di serie TV.

Lasciaci un commento!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *