Game of Thrones – recensione season finale 6×10

Non so come iniziare questa recensione, è da stanotte che ci penso. Da stanotte quando ho visto l’episodio e poi non sono riuscita ad addormentarmi talmente erano tanti i pensieri che avevo in mente riguardo questa serie e riguardo il fantastico finale che ci ha regalato. La sesta stagione è stata tra le più belle, molto più bella della quinta, che ci era servita solo per posizionare i personaggi dove sarebbero dovuti essere per la sesta. Il season finale è stato, se possibile, tra gli episodi più belli mai realizzati e me ne frego se l’ho detto tipo tre/quattro volte in questa stagione. E’ stata molto bella, molto intensa, mi è piaciuta veramente tanto. La sesta stagione, oltre ad offrire un nuovo schieramento sulla scacchiera di Westeros, ha portato alla ribalta Case che credevamo ormai decadute e alla rovina Case che fino ad una stagione fa erano prospere e longeve. La situazione, a fine episodio, è stata più chiara che mai e tante, tante, sono le cose che sono cambiate a Westeros e che piano piano ci porteranno alla fine.

  • Queen’s Landing

Da qualche recensione ho rinominato così la città ed oggi ne ho avuto la conferma. La teoria della Mad Queen era più fondata che mai e vedere saltare in aria il Tempio per l’Altofuoco è stata una delle scene più belle di sempre. Cersei si gode la scena dalla sua finestra, con un bel calice di vino in mano e una musica perfetta accompagna tutta la scena. Ho provato tanta pena per il povero Loras, un personaggio così dolce che non meritava assolutamente tutta questa cattiveria. Ho adorato la colonna sonora di questa prima parte di episodio, che accompagna i personaggi verso la consapevolezza che qualcosa di terribile sta per accadere. Mi sono piaciute tantissimo le scene all’interno dei cunicoli e i bambini killer, inquietanti al punto giusto. L’Altofuoco era ormai quasi scontato, ma non troppo. Era quello che aspettavo dalla 5×10 perché ho sempre pensato che Cersei non si sarebbe fatta umiliare ancora per molto. Del suo personaggio, però, mi ha colpito il cambiamento interno che non mi sarei aspettata: mentre per la morte di Jeoffrey si dispera ed è accecata dalla cattiveria, per quella di Myrcella è triste da fare schifo, per quella di Tommen sembra non provare assolutamente nulla. Il suicidio di suo figlio, quel figlio che lei ha provato a proteggere fino alla fine, sembra non toccarla e mi ha fatto quasi pensare che se lui non si fosse suicidato ci avrebbe pensato lei a farlo fuori. I suoi piani, fin dalla prima stagione, sono stati chiari: regnare su Westeros.

La scena della sua incoronazione mi ha fatto venire i brividi, perché per quanto sia un personaggio spietato è pur sempre molto forte e in tutta la storyline di King’s Landing era la mia preferita: Margaery aveva perso troppo in questa stagione, Tommen era solo un bambino, l’Alto Passero avrebbe dovuto prendere fuoco un po’ prima. In pratica, in questo episodio, Cersei ha letteralmente sterminato quasi tutta la casata dei Tyrell, parecchi Lannister stessi, tutti i fanatici seguaci dell’Alto Passero e tre quarti degli abitanti della città. Gran bella mossa, ora credo che nessuno oserà farla scendere dal trono sul quale sale un po’ tipo Scar nel Re Leone: sembra dispiaciuta, ma era ciò che ha sempre voluto. In lontananza, Jaime appena tornato da Delta delle Acque assiste alla sua incoronazione e la guarda con uno sguardo in cui io ho letto “sterminatore di Re is back”. Se ricordate bene, nella 5×01 durante il flashback di Cersei, scopriamo che le erano state predette sostanzialmente tre cose:

  • La morte dei figli
  • L’arrivo di una regina più giovane che le avrebbe rubato tutto
  • La sua uccisione per mano di un “fratello più piccolo”

Ora, i figli sono morti. L’uccisione per mano di questo fantomatico fratello più piccolo posso, però, vederla in due modi: il primo, con Jaime che accecato dall’odio la uccide, magari non intenzionalmente; il secondo, invece, un po’ più complesso ma che può prendere in considerazione anche il punto 2 ma che spiegherò nella sezione finale in cui, messi insieme tutti gli attuali schieramenti, dirò la mia sul futuro dei personaggi. Piccola altra nota di merito di Queen Cersei: la tortura di Septa Unella con i suoi modi di fare ormai tipici di qualche stagione fa. Mamma mia quanto mi era mancata la cattiveria di Cersei! Dieci e lode, Long may she reign.

  • Tower of (ogni tanto ‘na) JOY

La storyline di Bran riprende quasi a fine episodio ma è essenziale per poi spostarmi su Winterfell. Il nostro amato storpio che ancora non sa che fine ha fatto il fratellino piccolo che lui aveva lasciato con Osha, torna finalmente alla Torre della Gioia che stavolta la Gioia ce la regala davvero confermando la famosa teoria

R+L=J

No, non è una formula matematica ma semplicemente sono le vere radici di Jon. Ned, che ce lo aveva promesse nella prima stagione al momento della sua partenza per King’s Landing, aveva un grande segreto. Ora, date le seimila teorie, magari non era così tanto segreto, ma in quel mondo lo è. Jon Snow è figlio di Rhaegar Targaryen (fratello di Daenerys) e Lyanna Stark (sorella di Ned). Questo fa di lui sì un bastardo, ma un bastardo con un sangue particolare: ha sangue dei Targaryen (il fuoco) e sangue degli Stark (il ghiaccio), proprio come narrato dal libro Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Ciò che si era sempre immaginato, dunque, è vero.

E Jon, nonostante sia un bastardo, potrebbe concorrere per la pretesa del Trono di Spade. Ned Stark lo aveva dunque cresciuto come un figlio dato l’amore che provava per sua sorella che, morente, gli aveva chiesto di proteggere questo bambino, probabilmente dalla furia di Robert Baratheon che lo avrebbe sicuramente ucciso dato che stava eliminando tutti i Targaryen presenti nell’universo. Jon è stato odiato da Catelyn, che non ha mai saputo la verità. Io ho pianto proprio tanto in quel momento, nel momento della scoperta. Bran non è servito a niente se non ad essere i nostri occhi sul passato. Bravo, magari renditi un po’ più utile nella prossima stagione grazie.

  • Winterfell

L’inverno è arrivato. Lo ha annunciato un corvo bianco proveniente dalla Cittadella e si dice che sarà il peggiore degli ultimi mille anni. L’inverno è arrivato, arriveranno anche gli Estranei, dunque, prima o poi, e il nord deve essere coeso. Sansa dice a Jon che per lei lui è uno Stark, nonostante abbia il cognome dei bastardi, ed in una scena dolcissima, lui da bravo fratello maggiore le dice che devono rimanere uniti. Poco dopo, nella sala dove qualche stagione fa era successa la stessa cosa a Robb Stark, Jon viene proclamato, grazie ad un discorso da Oscar di Lyanna Mormont, Re del Nord. È stato emozionante, ho avuto i brividi. Lui, che poco prima raccontava a Melisandre (di cui parlerò tra poco) che da bambino veniva sempre messo in disparte durante le feste proprio perché bastardo, lui che non sapendo chi fosse ha deciso di andarsene a combattere sulla Barriera, lui che è morto ed è tornato per salvare il Nord, lui, adesso, ne è il Re. Sono convinta che sarà all’altezza di Ned, ma si sa che se sei all’altezza di Ned muori male e facile. Jon però è già morto. Io, però, ho paura comunque. Bellissimo lo stacco tra il volto del piccolo Jon appena nato e quello del Jon adulto, quasi a far notare che alla fine Ned lo ha protetto come si deve. O meglio, ci ha provato. Se è tornato ed ora abbiamo avuto questa rivelazione, non potranno togliercelo a breve.

Sempre a Winterfell, Sansa ha un piccolo faccia a faccia con Ditocorto in cui lui le chiede spudoratamente di sposarlo e lei altrettanto spudoratamente gli fa ciaone proprio con la stessa facilità con cui il Regno Unito è uscito dall’UE (battuta triste e troppo scontata in questi giorni ma io non l’avevo ancora fatta, capitemi). Il problema è che durante la proclamazione di Jon a Re c’è uno scambio di sguardi tra Sansagioie e Ditocorto che mi ha spaventata. Il fatto che lei sia diventata un po’ più scaltra, temo la possa portare in due direzioni: la prima, ad eliminare Ditocorto e prendersi Nido dell’Aquila e tutto il resto, la seconda a mettersi contro suo fratello, accecata ormai dal potere promesso da Baelish e oltretutto gelosa del fatto di non essere lei a guidare il Nord (una gelosia non ancora presente, ma chi lo sa…).

Arriviamo invece alla parte di questa storyline che attendevamo da inizio stagione: il confronto Melisandre – Davos. Jon, anche in questo caso, si dimostra molto diplomatico, proprio come suo padre gli ha insegnato: non uccide Melisandre, ma disprezzandola la caccia via e la minaccia di morte qualora fosse tornata. Ora, è vero che questa donna è una vera strega, ma la sua pazzia è stata assecondata da Stannis e sua moglie nel voler bruciare la piccola Shireen: non è totalmente colpa sua. Ma comunque prima o poi meriterà una finaccia quindi va bene. L’unica cosa su cui vorrei porre l’accento è che in questa stagione mi è sembrata ricredersi sulle sue capacità e se torniamo alla quinta stagione possiamo vederla parlare di una battaglia nella neve (snow) vista attraverso le fiamme, e anche qui un ennesimo riferimento al fuoco e al ghiaccio, che a questo punto abbiamo capito essere fondamentali per riunire i Sette Regni.

  • Meereen

A Meereen senza troppi convenevoli Daenerys lascia Daario e a me neanche va di parlarne perché sarà pure un belvedere però ad un certo punto sei noioso come gli esami dell’università. Ciao Daario stacci bene ad aiutare a governare la Baia dei Draghi (perché ormai gli schiavisti non ci sono più) e lascia che Daenerys se ne vada a Westeros a bruciare tutti. Ok di Daario non mi interessa nulla, ma mi ha commosso (anche, io mi commuovo facilmente specie se vedo gli episodi di notte) il momento in cui Daenerys nomina Tyrion Lannister Primo Cavaliere della Regina. Secondo me è stata la sua migliore mossa da quando lo ha conosciuto, perché Tyrion non potrebbe tradirla ma anzi, e torniamo alle teorie di cui parlerò dopo, potrebbe aiutarla notevolmente a rovesciare Cersei. Il momento della partenza, con cui si chiude l’episodio anche se ho ancora qualche altra storyline di cui parlare, è tra i miei preferiti: centinaia di navi in cammino verso Westeros, alcune dei Greyjoy ma altre con lo stemma dei Targaryen che finora non avevamo mai visto. Ho quasi pianto. Ora si riprende casa sua e voi ciao bruciate tutti piccoli ingrati usurpatori che avete rovesciato la casata più matta di Westeros. Daeny torna a casa, finalmente, dopo sei stagioni. Ho già l’ansia!

  • Walder Frey

Per quanto riguarda il nostro amico Gaza sono felice che non ci siano state delle nuove Nozze Rosse e mi è piaciuto che Jaime lo abbia un po’ maltrattato. Ma la cosa più bella è stata Arya, che torna e dopo aver affettato due Frey e averli messi nel piatto di Walder, si toglie la maschera, si presenta e sgozza l’uomo parzialmente responsabile del genocidio Stark. Per la serie “the Starks send their regards”. Ciao Walder Frey sei sempre stato un personaggio di merda. Adesso, per logica, Arya dovrebbe liberare suo zio, quello sveglio e simpatico, e andarsi a riprendere Delta delle Acque, visto che ormai non è più nelle mani dei Frey, e poi magari o prima o dopo fare anche una capatina a Winterfell. Se non altro, sia lei che Jon hanno vendicato le Nozze Rosse, e ciò mi basta, per ora, per essere felice.

  • Dorne

Dopo seimila episodi rivediamo Dorne. Per la serie: ti compri Ellaria al FantaGOT, la schieri una volta e non compare, la togli perché tanto ormai non comparirà più, e poi bam rieccola che offre un’alleanza ad Olenna Tyrell contro i Lannister. E perché mai la Tyrell dovrebbe accettare? Semplice, Varys, che qualche episodio fa aveva lasciato Meereen alla ricerca di alleati, gli propone di allearsi con Daenerys.

  • La Cittadella

Per la prima volta in sei stagioni vediamo la famosa Cittadella, il luogo in cui i Grandi Maestri vengono istruiti. Non è stato granché utile ai fini della trama ma quella biblioteca immensa è un posto in cui vorrei potermi perdere anche io. Sicuramente Sam vi troverà qualcosa di importante, ma per saperlo dovremmo aspettare ancora qualche mese.

 

Ora, prima di iniziare a piangere per il fatto di aver sentito che probabilmente la prossima stagione avrà solo sette episodi, vediamo di fare il punto delle alleanze. Se Dorne e Tyrell appoggiano Daenerys, lei avrà un posto in cui approdare e da cui poter attaccare i Lannister da sud. Mettiamoci anche che il nord è quasi tutto degli Stark, di nuovo, e che quasi al nord ci sono anche i Greyjoy che potrebbero essere perdonati da Jon e quindi allearsi anche con loro, abbiamo gran parte di Westeros pronta ad attare Cersei. Anche Delta delle Acque potrebbe tornare ai Tully e quindi agli Stark. Praticamente sono circondati. L’unico problema è che il nord dovrà essere impegnato anche nella battaglia contro gli Estranei. Potrebbe essere che Daenerys, con i suoi draghi, si diriga a nord e aiuti il nord a combattere gli Estranei nella prossima stagione, mentre Cersei mette su un regno di violenza e terrore ad Approdo del Re, per poi, nella stagione successiva, giungere al faccia a faccia Cersei-Daenerys. Targaryen-Lannister, di nuovo. Ed è proprio qui che volevo arrivare: se riprendiamo la profezia di cui parlavo prima, la regina più giovane che porterà via tutto a Cersei potrebbe non essere Margaery ma Daenerys e il fratello minore che la uccide potrebbe dunque essere Tyrion. Gli schieramenti sono fatti, dunque, e dobbiamo solo attendere. Un altro dubbio mi sorge su Melisandre: potrebbe incontrare Daenerys e accorgersi che lei debba incontrare Jon e quindi tornare a Nord a suo rischio e pericolo; potrebbe fermarsi ad Approdo del Re e fare qualche impiccio con Cersei, ma non credo. E Bran, lo storpio, se si decidesse a passare la barriera e tornare a casa farebbe una gran cosa.

È stato un piacere recensire questa stagione e spero di poter continuare tra dieci mesi con la settima stagione che già stiamo aspettando trepidamente. Nel frattempo, prima che a settembre riprenda Once, cercherò nuove serie tv da recensire e da consigliarvi per la lunga attesa.

Sta di fatto, comunque, che L’INVERNO E’ ARRIVATO.

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