Ikigai, il nostro scopo più profondo: cos’è e come trovarlo

Ikigai, il nostro scopo più profondo: cos’è e come trovarlo

claire winelandClaire Wineland è morta lo scorso 2 settembre all’età di 21 anni, a causa di complicazioni insorte a seguito di un trapianto di polmoni.
Claire era una ragazza affetta fin dalla nascita da fibrosi cistica (una condizione genetica che sovraccarica gli organi con un eccesso di muco) e, anziché lasciarsi andare all’idea di una morte imminente e inevitabile, ha dedicato la sua vita a rompere lo stigma che avvolge la malattia terminale e la mortalità.

I suoi video su YouTube e i suoi talk motivazionali, grazie ai quali ha girato il mondo, hanno ispirato milioni di persone e le hanno fatto raggiungere oltre 250.000 iscritti al suo canale. La sua organizzazione no-profit, Claire’s Place Foundation, continua a sostenere le famiglie che vivono con la fibrosi cistica.

In uno tra i suoi ultimi (e più famosi) TEDx Talk del 2017, Claire ha affermato: “La vita non è solo questione di essere felici. È tutto ciò che stai facendo di essa, è il trovare un profondo orgoglio in ciò che sei e ciò che ti è stato dato.”

Ho seguito con grande interesse il percorso di Claire negli ultimi anni della sua vita e penso che la sua morte sia il pretesto perfetto per parlare non solo del messaggio che ha voluto diffondere, ma del come e del perché lo ha diffuso: Claire è l’esempio perfetto di una persona che è riuscita a trovare il suo ikigai, la sua vocazione più profonda. Rendendo il suo messaggio immortale e il suo ricordo indelebile.

Ikigai è un vocabolo giapponese che non esiste in nessun’altra lingua – una traduzione grossolana potrebbe essere “ragione di vita”, “ragion d’essere” o “vocazione”, anche se nessuno di questi termini rispecchia a fondo tutte le sue sfaccettature.

Iki significa vita o esistenza, mentre gai indica lo scopo, la ragione, un traguardo che vale la pena raggiungere.

Ikigai significa quindi avere un profondo e sentito scopo nella vita – qualcosa che ti spinge fuori dal letto ogni mattina “pronto a vivere pienamente”, per usare le parole di Hector Garcia, autore del libro Il metodo Ikigai. I segreti della filosofia giapponese per una vita lunga e felice.

Non a caso, un numero sempre più crescente di studi scientifici e sociologici ha scoperto che questo sentimento può estendere e arricchire la vita di un individuo: riduce il rischio di malattie cardiache, ictus, morbo di Alzheimer e depressione, e la conseguente riduzione dello stress migliora la qualità del sonno, della vita sessuale e così via.

Il Giappone, dove ikigai è una tradizione venerata da secoli, vanta da tempo la più alta aspettativa di vita media al mondo. Ma come si arriva a trovare questo scopo profondo, in una società che ci confonde sempre più le idee e in cui le opzioni sembrano essere infinite?

Trovare il proprio ikigai

Un modo per arrivare al nostro ikigai, dice Garcia, è immaginare un diagramma di Venn: un cerchio rappresenta ciò che ami, un altro ciò in cui sei bravo, il terzo è ciò di cui il mondo ha bisogno e l’ultimo è ciò per cui puoi essere retribuito. Nel centro, all’incrocio di tutti e quattro? Il tuo ikigai.

diagramma ikigai

Benché la società occidentale attribuisca la definizione di ikigai principalmente all’ambito lavorativo, in un sondaggio giapponese solo il 31% dei partecipanti ha definito il proprio lavoro ikigai. Dall’altra parte, il 51% degli americani ritiene che la loro identità sia profondamente legata al loro lavoro.

Mentre chi cerca l’ikigai tende a guardare allo scopo, al quadro generale, noi guardiamo principalmente ai risultati e confondiamo troppo spesso la nostra professione con l’intero significato della nostra esistenza. Per fare un esempio, scrivere un libro potrebbe essere una degna aspirazione, ma secondo Garcia non è ikigai. “Scrivere un libro è un obiettivo. Ikigai è: voglio scrivere al meglio che posso, così che le mie idee possano cambiare il mondo.” Combinare ciò che sei bravo a comunicare con i bisogni del mondo e con il fatto di essere pagato ti porta al punto di partenza, al centro.

Non è così semplice svegliarsi ogni giorno avendo il proprio ikigai chiaro e definito. Ma ikigai può essere anche la sua stessa ricerca, attiva e costante. Un buon punto di partenza per trovare il tuo è porti queste domande:

Quali sono i momenti in cui ti senti realizzato?

Pensa ai momenti in cui ti senti più libero e sereno. Magari mentre fai giardinaggio, canti o parli in pubblico. Potrebbe essere collegato a quello che fai per vivere o non esserlo affatto.

Se cerchi un ikigai nel lavoro, devi capire il motivo per cui dà uno scopo – stai comunicando, educando, ispirando o aiutando a creare un prodotto che migliori le vite delle persone? Oppure, da un altro punto di vista, il tuo lavoro porta a qualcosa per le persone vicine a te, ad esempio fornendo una casa, stabilità e risorse per la tua famiglia? Anche quella può essere una fonte di ikigai.

Quali sono i tuoi valori?

Esamina ciò che rispetti e ammiri. Può essere sorprendentemente semplice trovare il tuo ikigai in qualcosa o qualcuno che ti appassiona o suscita il tuo rispetto. Ad esempio, puoi pensare a quattro persone che ti ispirano, ai loro tratti caratteriali e a quello che fanno nella vita.

trovare passioneRiesci a riconoscere il tuo percorso?

Per la maggior parte delle persone, ikigai non è statico ma cresce e cambia per tutta la vita, afferma Garcia. “Alcuni potrebbero trovarlo nell’avere figli, e quando i bambini crescono hanno bisogno di spostare quell’energia altrove”. Pensa a dei temi ricorrenti nella tua vita, abitudini, passioni o hobby che spuntano ripetutamente e che non cessano di appassionarti neanche dopo anni. Questi possono portare al tuo ikigai.

Hai le persone giuste intorno a te?

Le tue passioni, valori e modelli sono anche collegati alle persone che ti circondano. Pensiamo alla felicità come a qualcosa che dovremmo perseguire da soli, ad esempio leggendo un libro di auto-aiuto, ma siamo pur sempre animali sociali: la più grande fonte di felicità è una buona connessione con chi ci circonda.

E mentre trovare il tuo ikigai implica qualche riflessione profonda e solitaria, anche altre persone sono parte integrante del processo – dopotutto, un cerchio su quattro riguarda il tuo posto nel mondo in generale. Guarda di nuovo quel diagramma: tutto è connesso, nel miglior modo possibile.

Scritto da

Susanna Marsiglia

Blogger, web designer, a volte scrittrice analogica. Nerd repressa causa incompatibilità con la matematica. Mens sana in corpore pigro. Sogno di scrivere un e-book al giorno e di smetterla con le frasi brevi nelle biografie.

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