“Il Linguaggio Romantico dei Fiori”

“Il Linguaggio Romantico dei Fiori”

Fidatevi, non ho sbagliato titolo. Molti di voi penseranno che mi stia riferendo al famosissimo libro di Diffenbaugh, Il linguaggio segreto dei fiori, ma non ho intenzione di trattare propriamente del romanzo, bensì della “filosofia romantica” che lo ha ispirato. Chi non è rimasto affascinato dall’idea che i fiori possano esprimere i nostri sentimenti? Quasi tutti sanno che le rose gialle significano gelosia e quelle rosse indicano un amore passionale. Gli altri fiori, invece?

Si sentono spesso opinioni e conoscenze diverse, per meglio dire contrastanti, riguardo il significato della flora. Questo perché, e chi ha letto il libro sopracitato saprà già di cosa parlo, sono stati scritti più dizionari in diversi paesi riguardanti l’argomento; tra i più famosi Le Language des Fleurs di Charlotte de la Tour (pubblicato nel 1818, del quale si trovano ancora dei volumi nei negozi d’antiquariato) e The Sentiment of Flowers, or: Language of Flora del reverendo Robert Tyas (pubblicato nel 1842). Ovviamente, oltre alle diverse versioni francesi e inglesi, ne sono stati pubblicati anche di italiani, come ad esempio Linguaggio dei fiori di Giuseppe Bona (pubblicato nel 1844).
Questa molteplicità di fonti non ha fatto altro che arricchire le conoscenze popolari, tanto da farle entrare poi in contraddizione, soprattutto a causa di traduzioni sbagliate o dell’attenuazione del significato originario.
Al giorno d’oggi utilizzare un linguaggio simile è quasi impensabile: se anche ci mettessimo a studiare il significato di ogni fiore e lo imparassimo, chi altri, effettivamente, coglierebbe poi il significato delle composizioni che andremmo a creare? Eppure, dal Medioevo – dove i fiori cominciavano ad assumere significati, perlopiù morali – in poi questo linguaggio prese sempre più piede, fino ad arrivare al suo apice nell’Ottocento, Epoca dei Romantici. Allora era la norma comunicare in questo modo: in primo luogo per rispettare le regole comportamentali del periodo (non si poteva di certo esprimere a parole ciò che ci è concesso oggi, in molti casi) e per un motivo molto più futile e intramontabile, quale la moda. Essendo stato un linguaggio tanto diffuso, possiamo trovarne i segni anche nella letteratura romantica. Infatti, tra i tanti simboli legati a questo movimento letterario e storico è di particolare rilevanza il cosiddetto fiore azzurro, o meglio il Nontiscordardimé. Venne introdotto per la prima volta da Novalis (autore e filosofo tedesco) in un suo romanzo incompiuto, Heinrich von Ofterdingen. Il fiore azzurro rappresenta il male del desiderio, la Sehnsucht, uno dei punti chiave del Romanticismo, l’impossibilità di raggiungere la felicità e il continuo non accontentarsi di ciò che si ha.

Tornando a noi, a parte i tomi che si possono acquistare nei negozi d’antiquariato, non abbiamo più usanze simili. Quindi, per gli sporadici e inguaribili romantici e per gli amanti dei fiori e delle piante, al posto dei volumoni che una volta ingombravano le librerie dei più abbienti, non troviamo che piccole raccolte ispirate alle vecchie enciclopedie, dove vengono ripresi e illustrati i fiori più importanti e conosciuti, generalmente.
Non disperate però: le indicazioni per creare un meraviglioso mazzo di fiori ci sono e ce ne sono abbastanza per qualunque stato d’animo. State attenti, però, che molti sono fiori di campo, non reperibili dai fioristi. Prestate quindi attenzione al periodo in cui avete intenzione di regalare un mazzo, prima di decidere la composizione, altrimenti finirete per non avere il materiale primo.

linguaggio dei fiori
Oltre a sapere il significato dei fiori bisogna, ovviamente, saperli anche riconoscere.

Il libro citato nel titolo è “Il Linguaggio Romantico dei Fiori” di G. Davies e G. Saunders, edito da L’Airone. Sinceramente è il migliore sul tema che per ora mi sia capitato tra le mani e, oltre a fornire un vasto assortimento di fiori, fornisce anche informazioni e curiosità molto interessanti, oltre a consigliare bellissime poesie sull’argomento. Oltretutto, le spiegazioni sono affiancate dai magnifici disegni botanici di Fanny Robinson, tratti dalla sua raccolta The Book of Memory. Per chi fosse interessato al genere, questo libro è davvero una chicca e vi consiglio di non perderlo.

Lasciaci un commento!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *