Il lavoro da 243mila euro l’anno che nessuno vuole fare!

Il lavoro da 243mila euro l’anno che nessuno vuole fare!

Tutti si lamentano che non c’è lavoro, in realtà il lavoro c’è ma non si vuol scendere a compromessi probabilmente, o lo si vuole vicino casa!

C’è una proposta di lavoro in sospeso da due anni da 243mila euro l’anno, con tre mesi di vacanza, che nessuno vuole fare.

Si cerca un medico generico a Tokoroa, nella regione di Waikato.
La richiesta arriva dal dottor Alan Kenny, un medico di base che, oberato dal troppo lavoro, ha bisogno di dividere il carico con un altro medico. Nello specifico, si cerca un “General practitioner (GP)” che sarebbe una sorta di medico di famiglia.

Photo credit: http://www.lurlo.info/
Photo credit: http://www.lurlo.info/

La figlia del dottor Kenny, che studia medicina, da 2 anni, lavora con lui, ma l’aiuto della ragazza non basta: serve una mano ancora. Per questo il dottore ha pubblicato l’annuncio. Al quale, però, non ha risposto nessuno.

Il dottore ritiene che l’impossibilità di trovare un valido aiutante derivi dal fatto che il carico di lavoro sia estremamente alto, e questo, sommato alla necessità di lavorare anche nei week end.

Neanche la prospettiva di lavorare solo il fine settimana o la notte, ha trovato dei potenziali acquirenti.

“L’anno scorso, ho cancellato una vacanza, perché non sono riuscito a trovare un mio sostituto, quest’anno probabilmente sarò costretto a cancellarne un’altra … è davvero dura

dice il medico 61enne.

Secondo il Daily Mail la posizione è rimasta vacante proprio per via della mole di lavoro e anche per via della zona rurale. Ma il dottor Kenny non si arrende!

Non riesco a parlare di me facilmente, non so mai cosa dire perché sono più che convinta che non bastano due parole per raccontare una persona. Potrei fare “una lista della spesa “ per scrivere tutte le cose che adoro e che odio, ma mi dilungherei troppo quindi semplicemente dico che mi piace andare controcorrente e mi piace ascoltare le persone che hanno una storia, che hanno ancora voglia di far sentire la propria voce in un mondo fatto da stanze in cui si sente solo il rumore dei tasti sulla tastiera.

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