Lettera di addio a Once Upon a Time

Lettera di addio a Once Upon a Time

Caro Once Upon A Time,

La fine è arrivata anche per te. Te che in questi ultimi sei anni hai accompagnato tutti i miei lunedì, anche ora che andavi in onda il venerdì sera. Quante ce ne hai fatte vedere, Once. Hai portato sul mio schermo tanti personaggi, tante storie, tanta bellezza. 

Ho iniziato a guardarti in un pomeriggio d’autunno del 2012, fuori c’era la pioggia, e mentre ero alla ricerca di un qualsiasi Disney in streaming, sei comparso tu. Già alla seconda stagione, ho dovuto sbrigarmi per mettermi in pari. 

Mi sono innamorata fin dal primo momento di Rumple, di Regina e di Emma, mentre il mio rapporto con i Charmings è stato altalenante: un giorno mi piacevano, l’episodio seguente li detestavo per via del loro morboso attaccamento alla speranza. Che poi è proprio la speranza il tema portante di tutta la serie. La speranza in un lieto fine, la speranza di riuscire a cambiare, sé stessi e gli altri. Ma la speranza dei Charmings era così piena di ottimismo che l’abbiamo odiata un po’ tutti. Ma te lo perdoniamo, Once.

Ti perdono le ripetizioni, le maledizioni lanciate in ogni stagione e che (quasi) ogni stagione lasciavano tutti i protagonisti senza memoria. Ti perdono per aver riempito alcune storyline in modo un po’ incoerente, per aver aggiunto dettagli del passato dei personaggi inventandole di sana pianta con l’avanzare della serie.

Ti perdono per la qualità, che è calata inesorabilmente dopo la quarta stagione, e sì, ti perdono anche per l’ultima stagione, che forse non avrebbe dovuto esserci, ma l’ho guardata con attenzione e con un briciolo di tristezza sapendo che sarebbe stata l’ultima in assoluto.

Sai, Once, era quasi dai tempi di Lost che non mi attaccavo così ad una serie. E tu, Lost, me lo hai ricordato molto per un periodo. Alcune delle tue scene non le dimenticherò mai, così come alcuni dei tuoi personaggi. Il matrimonio di Belle e Rumple, ad esempio, e il loro ballo sulle note della canzone della Bella e la Bestia. L’evoluzione di Regina, gli errori di Rumple, il coraggio di Emma, la perseveranza di Henry.

È stato bello seguirti, Once. È stato bello attendere ogni tuo episodio, ogni stagione, e far scivolare qualche lacrima nei finali di stagione. È stato così bello essere parte di questa storia, seguirla dall’inizio (più o meno) fino alla fine. È stato talmente bello che ti perdono anche il finale frettoloso.

È stato un bel finale, anche se l’ultima stagione non è stata all’altezza delle precedenti. Come sempre, ti sei perso in un bicchier d’acqua. Ma a me è andato bene, perché i miei personaggi preferiti hanno finalmente ottenuto i loro happy endings

Ho sempre pensato che la serie sarebbe dovuta finire con Emma e Hook che cantavano A Happy Beginning, così sarebbe stato perfetto. Ma no, facciamo la settima stagione, cerchiamo di andare avanti. Senza Emma, senza Hook, senza i Charmings. Teniamoci solo Regina, Rumple e l’attore che interpreta Hook. E teniamoci anche Henry. E aggiungiamo storie nuove, parallele, diverse. Ecco, questo è stato confusionario. Ma un po’ capisco l’intento dei tuoi autori. Forse, per loro, era presto per separarsi da te. Lo era anche per noi, se devo essere sincera. 

Era difficile dire addio a tutto ciò che abbiamo passato insieme, sapendo che avremmo smesso di attendere un episodio alla settimana. Che avremmo smesso di piangere e divertirci, di imprecare per le cose che non tornavano e di dispiacerci perché le cose non andavano come pensavamo.

L’ultima stagione non è stata all’altezza delle precedenti, è inutile negarlo. La trama era confusionaria, molti personaggi non hanno avuto il ruolo che meritavano, altri invece sono stati fin troppo presenti (devi scusarmi, ma la nuova Cenerentola era di un’antipatia unica). Lady Tremaine? Druzella? Gothel? Andate in un attimo, senza troppe spiegazioni, in modo frettoloso. E, alla fine, chi era il vero cattivo? Ma te lo perdoniamo. Ti perdoniamo anche l’esordiente usato fino allo sfinimento del “cattivo che prima era buono ma poi è diventato cattivo per una non meglio identificata ragione”. Ha funzionato per Regina e per Rumple. Forse, un po’, anche per Hook. Per il resto, sinceramente, non ha più retto. Ed ecco perché ho amato Zelena e Peter Pan: non hanno avuto bisogno di storielle strappalacrime, erano due cattivi perfetti. Così perfetti, oserei dire, che hanno quasi oscurato tutti gli altri villain presenti nelle stagioni. Anche Ade, su cui nutrivo tantissime speranze. Ma te lo perdono.

Ti perdono tutto, Once. Tranne il personaggio di Belle: la mia principessa Disney è stato uno dei personaggi che mi è piaciuto di meno. E tranne la morte di Rumple. Ma forse non te la perdono solo perché mi ha fatto piangere, perché altrimenti a mente lucida devo dire che è stata la scelta più sensata. Anzi, mi meraviglio che sia arrivato fino alla fine. Era un personaggio così complesso e ben costruito che erano almeno tre stagioni che avevo paura che non andasse avanti. 

Il finale di Regina è stato perfetto, invece. La sua evoluzione è andata di pari passo con lo show, crescendo anche quando la qualita ha iniziato a calare. Mi è dispiaciuto non avere Emma nell’ultima stagione e il suo parallelismo con l’ingresso di Regina della 1×01 ammetto che mi ha fatto scendere qualche lacrimuccia.

Grazie Once. Grazie per essere stata una delle più belle serie tv che io abbia mai seguito. Con tutti i tuoi difetti, con tutte le tue (numerosissime) imperfezioni, i tuoi buchi di trama e le tue incongruenze. 

Grazie per averci mostrato che anche le favole non sono perfette ma che nonostante l’imperfezione, alla fine, tutti possono avere il proprio happy ending.

Scritto da

Giulia Di Felice

Ventisei anni, interprete, traduttrice, appassionata di letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore e mi drogo di serie TV.

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