Manifest, “succede tutto per un motivo”

Manifest, “succede tutto per un motivo”

All things come together for good

Come un silenzioso mantra da imparare a memoria, Manifest inizia sottolineando la forza del caso, delle coincidenze, di tutto ciò che può succedere ad una persona normale.

A causa di un overbooking, alcuni passeggeri decidono arbitrariamente di imbarcarsi sul volo successivo. Fin qui niente di strano, se non fosse che, come per magia, o comunque per qualche strano evento che dovremmo scoprire, le tre ore e venti del volo si trasformano in cinque anni e mezzo.

Il volo Montego Airways 828 decolla dalla Giamaica il 7 Aprile 2013 e atterra a New York il 4 Novembre 2018. Cosa sia successo, presumibilmente, lo scopriremo nel corso della stagione.

Ai passeggeri sembrano passate poche ore, eppure a terra il tempo era trascorso e, una volta atterrati, tutti hanno dovuto fare i conti con le proprie vite.

Prima fra tutti la famiglia di Ben e sua sorella Michaela che hanno perso la propria mamma; poi lo stesso Ben, le cui moglie e figlia sono state senza di lui per cinque anni e il gemelli Carl e Olive che ora non sono più tanto gemelli. Michaela, che fa i conti con la propria vita dopo che l’uomo che avrebbe dovuto sposare ha sposato la sua migliore amica.

Per loro è passato poco tempo, per gli altri anni e non è difficile pensare che abbiano potuto rifarsi una vita.

Sotto questo aspetto, Manifest assomiglia un po’ a Glitch, in cui un gruppo di persone ritorna dalla morte e si trova ad affrontare i cambiamenti della propria vita. Ma qui nessuno è tornato dalla morte, hanno solo fatto un viaggio un po’ lungo.

E, sebbene non possiamo sapere cosa sia successo al volo MA828, possiamo ipotizzare perché sia successo. Il piccolo Carl, figlio di Ben e gemello di Olive, era affetto da leucemia. Sullo stesso aereo viaggiava Saanvi, ricercatrice che progettata una cura per i bambini malati di cancro. I cinque anni di stand by hanno permesso alla sua cura di diventare sperimentale ed essere pronta per curare Carl.

È dunque di questo che stiamo parlando? Di destino, predestinazione, caso, Provvidenza? Cosa ha portato un gruppo di sconosciuti a fare questo viaggio dal quale, come si vede alla fine, escono tutti notevolmente cambiati?

L’episodio in sé mi è piaciuto parecchio, specie perché adoro le tematiche legate al destino e alle coincidenze. Neanche a farlo apposta, la mia serie preferita è Lost. Trovo, però, che la sola presenza di un aereo e della parola destino non siano sufficienti per iniziare già da ora a paragonare le due serie, perché una è appena iniziata e l’altra ha una storia non indifferente.

Probabilmente è ancora presto per parlarne e darne un vero giudizio, al momento questa serie potrebbe rivelarsi un qualcosa di fantastico o un grandissimo flop. Staremo a vedere!

Scritto da

Giulia Di Felice

Ventisei anni, interprete, traduttrice, appassionata di letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore e mi drogo di serie TV.

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