Meglio tardi che mai: finalmente il romanzo perduto di Harper Lee

Meglio tardi che mai: finalmente il romanzo perduto di Harper Lee

Ci sono romanzi, personaggi e autori destinati a diventare grandi e a rimanere impressi nei cuori dei lettori: Harper Lee, con il suo celeberrimo “Il buio oltre la siepe”, rientra indubbiamente in tale categoria.

Basato sui ricordi giovanili dell’autrice, il romanzo uscì negli Stati Uniti nel 1960 e ottenne un immediato successo, ricevendo nello stesso anno il premio Pulitzer. In Italia lo ritroveremo pubblicato ben due anni dopo, in concomitanza con l’uscita dell’omonimo film diretto da Robert Mulligan e interpretato magistralmente da un avvenente e affascinante Gregory Peck, nel ruolo dell’integerrimo avvocato Atticus Finch. L’attore vinse poi, nel 1963, l’Oscar come miglior attore protagonista e il suo personaggio troneggia al primo posto nella classifica “AFI’s 100 Years… 100 Heroes and Villains” stilata dalla American Film institute nel giugno 2003, superando eroi del grande schermo come Indiana Jones e James Bond.

Nel “buio oltre la siepe” ci troviamo nell’America degli anni ’20, in una cittadina dell’Alabama. La storia è raccontata attraverso gli occhi ingenui di una ragazzina, Scout, che passa le giornate a giocare con suo fratello Jem e il loro amico Dill. La tranquilla vita dei bambini è sconvolta da un avvenimento: Tom Robinson, giovane di colore, è ingiustamente accusato di aver mosso violenza sessuale nei confronti di una donna bianca. La difesa sarà a carico di Atticus Finch, il quale riuscirà a dimostrare l’innocenza dell’uomo. Nell’America degli anni ’20 non c’è giustizia per le persone di colore, e difatti Tom sarà ugualmente dichiarato colpevole, per poi morire ucciso da una pallottola durante un vano tentativo di fuga dalla prigione, ultimo gesto disperato di un innocente che non riesce a trovare la speranza per andare avanti. È proprio con questo episodio che i bambini prendono atto della carica distruttiva del razzismo all’interno della loro comunità. Soprattutto, riconoscono nel padre la figura di un eroe che, nonostante tutte le leggi e le convenzioni sembrano remargli contro, non si tira indietro nel combattere per qualcosa in cui crede.

Il romanzo perduto

Ora, a più di vent’anni di distanza, le librerie vantano tra i propri scaffali il seguito, Va, metti una sentinella. In realtà questo doveva essere il romanzo originale dell’autrice, ma il suo editore disse che il romanzo avrebbe avuto un successo di gran lunga maggiore se la protagonista fosse stata una bambina di sei anni.

Chiunque abbia amato, e continua ad amare, “Il buio oltre la siepe” non può che sentirsi elettrizzato all’idea di tornare a vivere in quello spaccato di vita quotidiana della tranquilla cittadina del sud degli Stati Uniti con i personaggi che la caratterizzano di più.

La storia è ambientata ben venti anni dopo la sentenza di Tom Robinson: Scout ormai è una giovane donna di ventisei anni che studia a New York e vuole tornare nella sua città natale per trascorrere due settimane di vacanza in compagnia dell’anziano padre. Il primo dispiacere che colpisce il lettore fin dalle prime pagine è la notizia della morte di Jem, il fratello maggiore, a causa di una malattia cardiaca ereditata dalla madre. Atticus, invece, è ormai anziano e affetto da artrite reumatoide ma non ha smesso di esercitare la professione di avvocato. Eppure quell’avvocato pronto a battersi per difendere un nero da un’accusa ingiusta, sembra non esistere più, anzi il suo posto è stato preso da uno stolto e cieco conservatore che fa parte dei Citizien’s Council, fondati negli anni ’50 del Novecento dai bianchi degli Stati Uniti del sud per difendere la segregazione razziale in vigore e contrastare l’integrazione scolastica che in quegli anni muoveva i primi passi. La dura verità colpisce Scout in pieno viso, facendo crollare tutte le certezze che aveva: fino ad ora aveva vissuto nella menzogna? Fino a quel momento aveva creduto in un sogno, in un uomo che non era mai esistito?

Sullo sfondo di un periodo storico turbolento, in cui le agitazioni e le tensioni per la lotta a favore dei diritti civili attraversano tutti gli USA, la giovane Scout si ritroverà a fare i conti con amare verità, sarà costretta ad abbandonare i sogni e le illusioni fanciullesche per costruire finalmente la propria identità e smetterla di brillare di luce riflessa del padre.

Va, metti una sentinella” è un romanzo maturo, che affronta i dolori di una giovane donna costretta a crescere e a trovare il suo posto nel mondo. Non è un vero e proprio seguito de “Il buio oltre la siepe”, non è un continuo raccontare le vicende di quei bambini che giocano spensierati in un caldo e assolato pomeriggio d’estate. È semplicemente qualcosa di diverso, un romanzo da considerare a sé stante se non si voglia incappare nella delusione. Eppure, ciò non lo rende meno bello e affascinante del suo prequel.

Si perde qualcosa, per guadagnarci in altro. Proprio come quando si cresce.

harper lee

Photo credits: Edward Hand

Giovane studentessa di storia dell'arte. Sognatrice indefessa con la passione per i libri, il teatro, il cinema in bianco e nero e i viaggi. Nel tempo libero adoro nutrirmi di storie.

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