Mutters schuhe, Le scarpe di mamma.

Mutters schuhe, Le scarpe di mamma.

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Photo credit: ninaroeder, mutters schuhe

Tre generazioni di donne di una famiglia raccontate con un toccante servizio fotografico.

Il progetto, realizzato dalla fotografa tedesca Nina Röder, prende il nome di “Mutters Schuhe” ossia “Le scarpe di mamma”, ed ha visto protagoniste, in una serie di scatti, tre generazioni a confronto: mamma, nonna e figlia in posa.
Le donne indossano gli stessi abiti e posano nella stessa posizione e nella stessa stanza.
Le foto sono state scattate nella casa dove la madre di Nina ha trascorso gran parte dell’infanzia in Franconia, Baviera e ogni abito indossato appartiene sempre alla madre della fotografa.

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Photo credit: ninaroeder, mutters schuhe

La fotografa ci pone così di fronte al tempo e al cambiamento che esso comporta, ma oltre a metterci di fronte a questa metamorfosi, ha voluto, attraverso esso, conoscerle meglio come donne, donne che hanno avuto una vita piena di speranze e di sogni, con i loro amori e le loro idee.

«Attraverso questi scatti – spiega la fotografa – ho cercato di capire come mia madre e mia nonna si vedessero nei loro ricordi, quali emozioni provassero e come i loro sentimenti siano cambiati nel corso del tempo. E mi sono anche chiesta quanto sapessi io, in realtà, di quell’epoca».

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Photo credit: ninaroeder, mutters schuhe

La sua famiglia, infatti, dopo la seconda Guerra mondiale è stata espulsa dalla Boemia (ora Repubblica Ceca), perdendo tutto quello che aveva, motivo per il quale, secondo la fotografa,  la nonna ora sta tenendo tutti i suoi vecchi vestiti o mobili dagli ultimi 40 anni.

Un progetto bellissimo, insomma, come si può capire già dal titolo, che ci mostra come i nonni si candidano ad essere buoni compagni di giochi.

Non riesco a parlare di me facilmente, non so mai cosa dire perché sono più che convinta che non bastano due parole per raccontare una persona. Potrei fare “una lista della spesa “ per scrivere tutte le cose che adoro e che odio, ma mi dilungherei troppo quindi semplicemente dico che mi piace andare controcorrente e mi piace ascoltare le persone che hanno una storia, che hanno ancora voglia di far sentire la propria voce in un mondo fatto da stanze in cui si sente solo il rumore dei tasti sulla tastiera.

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