“Non sono un angelo”: le modelle curvy sfidano Victoria’s Secret

Siamo angeli o donne?

Icone statuarie dal fisico perfetto o esseri umani temprati dalla vita e dal tempo?
Chiunque conosca il celebre marchio di intimo Victoria’s Secret è ben consapevole di quanto il fisico dei suoi “angeli” sia inarrivabile e per nulla fedele alla realtà – la loro campagna “The perfect body” di qualche mese fa ne è un esempio lampante.
Non donne, ma esseri al limite del mitologico: niente curve, niente imperfezioni, zero cellulite, neppure un chilo di troppo.
La policy del brand non contempla neppure di estendere il suo target anche a donne dalla corporatura normale, che sarebbero ben felici di acquistare i suoi prodotti, ma si trovano limitate da un assortimento di taglie che non supera la 42.

non sono un angelo
Photo credits: Lane Bryant’s

A lanciare la provocazione definitiva contro i loro stereotipi inarrivabili ci ha pensato Lane Bryant’s, un brand americano di lingerie plus-size, che al grido di “I’m no angel” (non sono un angelo) ha voluto fare il verso all’advertising di Victoria’s Secret con una campagna pubblicitaria che vede come protagoniste sei modelle plus-size.

Il messaggio che Lane Bryant’s vuole veicolare è cristallino: basta coi modelli inarrivabili, basta con la magrezza sinonimo di sensualità, è ora di accettare il proprio corpo per come è e saperne scorgere la bellezza. Ogni donna è stupenda a suo modo nelle sue curve e nella sua taglia, non è più necessario essere stecchini e adeguarsi ai canoni proposti dalle multinazionali della moda. Per questo Bryant’s ha scelto figure femminili in cui tutte possano identificarsi senza problemi.
Le protagoniste della campagna sono alcune delle modelle curvy più famose oltreoceano: Victoria Lee, Justine Legault, Elly Mayday, Ashley Graham, Marquita Pring e Candice Huffine.

Lane Bryant’s ha anche lanciato un appello al popolo del web, invitando tutte le donne a postare sui propri profili social un selfie allo specchio corredato dall’hashtag #Imnoangel, per dare il via a una vera e propria rivoluzione digitale che possa ridefinire il concetto di bellezza e lanciare un chiaro messaggio a marchi come Victoria’s Secret, che insistono nel voler presentare un’immagine distorta della realtà, generando un senso di frustrazione e inadeguatezza che colpisce soprattutto le adolescenti.

Un’ovazione a Lane Bryant’s per la brillante trovata, nella speranza che in un prossimo futuro anche altri marchi seguano a ruota il suo esempio e inizino finalmente a rappresentare la donna per ciò che è realmente.

La nostra campagna è progettata per dare forza a tutte le donne e per spingerle ad amare ogni parte di loro stesse.

– Linda Heasley, direttrice di Lane Bryant’s

Blogger, web designer, a volte scrittrice analogica. Nerd repressa causa incompatibilità con la matematica. Mens sana in corpore pigro. Sogno di scrivere un e-book al giorno e di smetterla con le frasi brevi nelle biografie.

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