Oggi ho deciso

Oggi ho deciso che sarei uscita di casa con addosso il mio vestito migliore, i capelli freschi di parrucchiere, il sorriso di chi non ha nulla da perdere, e ti avrei incrociato in un centro commerciale affollato.

Ho deciso che sulle prime avrei fatto finta di non riconoscerti, lasciando che il mio orgoglio prendesse le redini della situazione, e poi, quando sarei stata certa che il tuo sguardo si era posato su di me, mi sarei avvicinata distrattamente aspettando che fossi tu a salutarmi.
Ti avrei squadrato dall’alto in basso con l’espressione più piatta e arida che mi sarebbe riuscita, lasciando quasi trapelare una nota di fastidio.

Mi avresti chiesto come sto, come va la vita, ed io ti avrei raccontato una delle storie che avevo intessuto con pazienza nella mia testa, una di quelle che avrebbero fatto sembrare le mie giornate interessanti e piene di colpi di scena.
Io avevo sempre delle storie da raccontare, ricordi?

Ho deciso che mi avresti ascoltata rapito, con una punta di invidia e di rimorso nello sguardo, e poi mi avresti salutata frettolosamente farfugliando che avevi un impegno.
Sarei rimasta a guardarti mentre ti inabissavi di nuovo tra la folla, mantenendo intatto il sorriso di cartapesta che avevo sfoggiato fino a quel momento. Avrei riso di gusto pensando che avevo vinto io, che finalmente eri tu a non essere alla mia altezza.
Avrei aspettato con ansia il messaggio che immancabilmente mi avresti inviato la sera stessa, scrivendomi quanto ti mancavo e quanto eri stato stupido a lasciarmi andare.

Ho deciso che sarebbe successo esattamente questo, mentre mi infilavo di malavoglia in un vestito che non avevo più avuto voglia di indossare dal giorno in cui ci eravamo detti addio.
L’ho deciso perché mi ero stancata di desiderarlo, sognarlo, sperarlo. Ho deciso che quello sarebbe stato il copione della mia giornata, senza se e senza ma.
Conoscevo già a memoria le battute, le risposte, gli sguardi, le smorfie. Ogni dettaglio.

Per questo ho deciso che oggi sarebbe finalmente successo, anche se ovviamente non è successo.
Conosco tutto il copione, dalla prima all’ultima riga, ma il protagonista di quella scena perfetta non si presenta mai sul set.

Mentre vagavo per l’ennesima volta in quel centro commerciale di cui conosco ogni angolo, mentre cercavo i tuoi occhi tra centinaia di occhi tutti identici, pensavo a quante storie avrei potuto raccontarti e a quanto desideravo che tu le ascoltassi fino alla fine.
So bene che rivederti per davvero farebbe crollare in un attimo tutto il mio muro di bugie, messe in scena e finta perfezione. Il copione andrebbe in fumo prima ancora dell’inizio della scena ed io non farei altro che vacillare sotto il peso insostenibile dei ricordi.

Non è mai stata una guerra da vincere, la nostra. Non è mai stato neppure un film.
Ma per qualche motivo ho sempre desiderato essere io quella forte, per una sola volta. Avrei tanto voluto conservare il ricordo di un momento in cui ero stata io ad essere indifferente e spensierata di fronte a te. Avrei voluto che mi vedessi brillare. Solo questo.

Ma gli incontri non si decidono, gli amori non sono scritti in un copione con inchiostro indelebile e anche i vestiti che abbiamo adorato possono finire ad ammuffire in fondo a un armadio.

Possiamo solo iniziare a riscrivere la nostra, di storia. Le nostre battute, i monologhi, le nostre scene da protagonisti. Possiamo trasformarci pian piano negli eroi solitari del nostro viaggio.
Un passo alla volta, però.
Un vestito alla volta.
Un ricordo alla volta.
E un desiderio infranto alla volta.

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