Once Upon a Time – recensione 6×16

Finalmente un episodio degno di questo nome. Non mi capacito del fatto che per avere un episodio decente bisogni passare attraverso innumerevoli episodi del cavolo, ma va bene, per oggi possiamo gioire!

La 6×16 ci mostra effettivamente cosa è successo a Gideon durante il suo soggiorno presso il regno della Black Fairy (a quanto pare Fata Nera non è la giusta traduzione, ma fintanto che non se ne troverà una andrà bene il nome in inglese). In sostanza, la storia combacia completamente con quella raccontata da lui pochi episodi fa, tranne che per una cosa: la Black Fairy aveva fatto di Gideon praticamente un suo scagnozzo.

Scoperta l’esistenza di Emma come Salvatrice, Gideon vorrebbe davvero chiedere il suo aiuto per sconfiggere la Black Fairy ma quest’ultima si impossessa del suo cuore e lo obbliga ad andare a Storybrooke per uccidere Emma. Il perché lo vedremo più tardi.

Nel frattempo, a Storybrooke, Emma inizia a credere alle parole di Gideon e, supportata da sua madre e dai coniugi Gold, si avventura con Gideon nella casa dello Stregone (stagione 4, ricordate?) per spezzare l’incantesimo che teneva Hook lontano. A farla breve, durante il rituale compare un ragno gigante per il quale stanotte avrò gli incubi (grazie, Kitsis e Horowitz!) e Gideon lascia Emma a morire dopo però averle fatto credere che la sua intenzione di ucciderla fosse stupida. E anche di questo parlerò tra poco.

Hook è ancora in giro, presumibilmente ad Agrabah, quando incontra Barbanera e in una partita a carte perde la Jolly Roger per un fagiolo magico. Pensando di poter tornare a Storybrooke vi salta dentro, insieme a Barbanera, e anziché a casa finiscono nientepopodimenoche sull’Isola che non c’è. Come ben sappiamo, purtroppo, Peter Pan non c’è più, ma i bimbi sperduti sono sempre lì e sempre più incattiviti. E mentre Barbanera scappa abbandonando Hook sull’isola, lasciamo il nostro pirata preferito correre in una scena simile alla famosa scena dei Pirati dei Caraibi in cui Jack Sparrow corre inseguito dagli indigeni.

Tutto molto bello, arriviamo alla questione Regina ed Henry. Henry cade in una specie di trance mentre ha una penna in mano, al che il sindaco di Storybrooke si ricorda, per caso, di aver internato il precedente scrittore e porta suo figlio a fargli visita. Isaac, simpatico come un calcio negli stinchi come al solito, dà ad entrambi la triste notizia che i poteri di Henry stanno prendendo il sopravvento su di lui. E anche di questo, parlerò tra poco.

Alla fine della storia, vediamo che la Black Fairy è riuscita ad arrivare a Storybrooke e questo può significare solo una cosa: forse una piccola svolta in una trama più piatta di un freesbee.

Analizzando bene la questione di Gideon, abbiamo appreso che sebbene Emma, Gold e Belle credano che lui sia cattivo per via della Black Fairy, lui in realtà non lo è ma è solo soggiogato. Anche qui però mi fa strano che nessuno di quei tre cervelloni ci sia già arrivato, ma forse stanno invecchiando e non ci pensano. In questo episodio Gideon mi ha fatto tenerezza, mi è sembrato un po’ il giusto mix tra i genitori: il voler essere un eroe senza però riuscirci, l’aggrapparsi alla consapevolezza di poter essere un eroe, il voler provare a cambiare qualcosa. Sono caratteristiche tipiche sia di Belle che di Gold, sebbene quest’ultimo abbia sempre, in qualche modo, ceduto alla magia e al fascino del potere.

Apprendiamo, in questo episodio, che la Black Fairy è un po’ l’origine di ogni male e che fu proprio lei a creare la Dark Curse che Regina ha lanciato su Storybrooke. Ora,da qui  qualche  considerazione. Se ben ricordiamo, fu proprio Rumple a dare la maledizione a Regina, e la Black Fairy è la madre di Rumple. Come ha fatto lui ad entrarne in possesso? E tutto ciò, come si rileva ad Emma in qualità di Salvatrice? Perché Rumple sapeva che la figlia dei Charmings sarebbe diventata la Salvatrice, ma come faceva a saperlo? E il numero 28 cosa c’entra? Non è un caso che sia Emma che Gideon abbiano appreso il loro destino il giorno del loro ventottesimo compleanno.

Insomma, c’è qualcosa che ancora dobbiamo sapere? Secondo me sì e per quanto mi riguarda potrebbe essere davvero qualcosa di molto bello. Mi piacerebbe che dedicassero un intero episodio a Rumple e sua madre per capire bene le dinamiche che li hanno separati, così potrei continuare a deprimermi pensando a che vita triste ha avuto Rumple. 

Ora, tutto questo in qualche modo si ricollega alla faccenda di Henry in qualità di scrittore. Isaac gli mostra il libro e viene fatto intuire che a mancare sia solo l’ultimo capitolo, la battaglia finale (che sarà anche il titolo dell’ultimo episodio) della Salvatrice. Ma contro chi? Gideon o la Black Fairy? Ed Henry cosa c’entra in tutto ciò? Se Henry è lo scrittore, non può semplicemente scrivere qualcosa per mandare via la Black Fairy (che poi sarebbe la sua bisnonna) come ha fatto per la Evil Queen? Non comprendo perché alcune  volte le cose siano risolvibili con un colpo di penna mentre altre volte no. A quanto pare Henry può fare tutto, ma allora perché non può scrivere che l’incantesimo del sonno dei Charmings finisca? Perché non può spezzare l’incantesimo di protezione della città? Perché non può risolvere la questione di Gideon? Ma ora, con queste trance, sarà in grado lui stesso di dare un finale alla storia?

Purtroppo la parola ultimo capitolo sa molto di finale di serie, e forse potrebbe essere un bene. Purtroppo non credo sapremmo molto presto se Once sarà rinnovata o meno, ma una cosa è certa: il promo del prossimo episodio è fantastico e forse (forse) la storia si sta riprendendo per darci un finale degno di questo nome.

Per questa settimana è tutto, a lunedì prossimo con una nuova recensione! E se volete continuate a seguirmi sulla mia pagina Facebook Telefilia.

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