Once Upon a Time – recensione episodio 6×03

Once Upon a Time – recensione episodio 6×03

Oh, finalmente un episodio. Nel senso, un episodio come si deve, dopo un bel po’ di piattume. Questa stagione sta iniziando un po’ a rilento (anche se a me piace sempre e comunque) ma oggi abbiamo avuto nuovamente un assaggio di tempi remoti, proprio di quello che c’era una volta ovvero le favole.

Mi è sembrato proprio di essere tornata ai primi episodi, in cui pian piano tutti i personaggi venivano presentati.

Rivedere Cenerentola mi ha fatto un duplice effetto: da un lato sono stata felice, appunto, di rivivere questo tipo di sensazione che mi ha fatto ricordare qual è il motivo per cui amo questa serie; dall’altro mi è sembrato un po’ forzato inserire di nuovo la storia di Cenerentola inserendovi la terra delle untold stories

Certo è che, come sempre, Kitsits e Horowitz sono riusciti a far quadrare la storia anche questa volta.

A livello di trama mi è piaciuto questo parallelismo con la prima stagione e spero che lo utilizzino per tirarsi un po’ su. Anche se l’armadio con il portale per l’altra terra è stato un palese riferimento a Narnia e questo mi ha fatto uscire di testa (in senso positivo).

In questo episodio abbiamo di nuovo respirato la magia che mancava da un po’, quella magia fatta di speranza e di amore.

Quella magia di cui Emma che chiede a Killian di vivere insieme nonostante le sue paure, è l’esempio più grande.

Quella magia per cui Charming e Snow sono sempre la coppia più smielata ma sempre i più dolci.

Quella magia per cui Regina, finalmente, vuole essere utile mentre la Evil Queen è tornata ad avere un piano diabolico che ancora non conosciamo.

La storia di Cenerentola, così rivisitata, mi è piaciuta e mi ha commosso. Di questa serie ho sempre amato il modo di reinterpretare le classiche storie.

Una sola domanda: ma Aladdin? E le Mile e Una Notte? E le altre storie? Ah, ma il ritorno di Whale? Forse ci hanno voluto fare intendere che lui venisse proprio da quella terra, visto che non lo avevano mai specificato.

Solo una cosa mi ha lasciata interdetta. Nel momento in cui Emma deve salvare Ashley/Cenerentola, e non ci riesce, ed Henry è lì, perché Henry non usa il suo potere da scrittore per cambiare la storia? L’ho pensato anche in relazione alle untold stories. Fondamentalmente da quel che mi pare di capire, la storia deve essere andata più o meno così: i personaggi hanno deciso più o meno liberamente di andare nella terra delle untold stories ma da qualche parte deve esserci stato anche lo zampino di qualche autore. O no? Altrimenti a che sarebbe servito inserire tutta quella parte? Deve esserci un filo logico e sono sicura che Henry tornerà ad avere utilità.

Per quanto riguarda Emma e Killian, invece, a parte la proposta di convivenza, mi è piaciuta la scena in cui lei lo vede giocare con la bambina di Ashley. Pensando anche al fatto che continuino a lasciare l’abito da sposa in vetrina nelle inquadrature, cosa ci vorranno mai dire?

Ma, comunque, alla fine, la cosa più dolce e tenera dell’episodio è stato lui: mr Gold. La sua classe è ineguagliabile così come la dolcezza delle parole per suo figlio. Però mi chiedo una cosa: sono solo belle parole messe lì? Non credo di essere l’unica ad aver notato il ripetersi della parola sleep nella filastrocca? E se invece fosse proprio in qualche incantesimo che in modo del tutto involontario porti al paradosso per cui suo figlio è in realtà il dio del sonno Morfeo?

Ovviamente tutto ciò non ci verrà mai spiegato in tempi brevi, quindi mettiamoci l’anima in pace. Continuiamo a goderci questo show che sembra essere sulla buona strada per tornare ad essere affascinante come un tempo.

Per questa recensione è tutto, vi aspetto per la prossima settimana e vi invito a seguirmi su Twitter (al profilo @FB_Telefilia) e alla mia pagina Facebook Telefilia.

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Ventotto anni, appassionata di viaggi e letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore, venero i ravioli cinesi e mi drogo di serie TV.

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