Once Upon a Time – recensione season finale

Once Upon a Time – recensione season finale

E anche quest’anno è giunto il momento dei saluti a Once. Il tanto atteso e tanto temuto season finale. Anche se ormai abbiamo imparato che la storyline di stagione termina sempre ad un paio di episodi dalla fine, almeno negli ultimi anni, relegando poi agli ultimi due episodi (sempre trasmessi insieme) questioni di carattere sentimentale e qualche piccola anticipazione sulla stagione seguente. E così è stato nell’episodio di questa notte. Ade era stato sconfitto nella 5×21 e Robin era morto. Il season finale è stato dunque un insieme di feelings che si sono susseguiti fino alla fine, anche se ho sentito come se mancasse qualcosa, poi vi spiego cosa.

Henry decide che vuole distruggere la magia. Questo è l’elemento portante degli episodi. Se ci pensiamo, quel povero ragazzo ha visto la sua intera vita sgretolarsi e riaggregarsi per colpa e grazie alla magia. È finito tra le braccia di Regina praticamente per via del sortilegio, è figlio della figlia del vero amore e del figlio del Signore Oscuro, ha perso suo padre biologico per la magia e ha quasi perso entrambe le mamme. Ha inoltre rischiato più e più volte la magia, anche per mano del nonno paterno, e ha visto morire a causa della magia Hook (poi riportato in vita) e Robin, l’unica speranza per un lieto fine per Regina. Henry, il bambino della prima stagione che credeva nella magia e sperava che questa lo aiutasse ad avere una vita migliore, all’improvviso matura, come suo padre prima di lui, un odio nei confronti di quest’ultima che sembra aver allontanato tutti da lui. Decide di farla finita. È interessante vedere il parallelismo tra Henry e Bealfire, entrambi, in un modo o nell’altro, hanno perso i genitori a causa della magia. In questo episodio Henry è cresciuto e non solo per via del suo primo bacio con Violett, ma proprio per i ragionamenti che porta avanti. Vuole essere felice con la sua famiglia, vuole farsi valere, è un personaggio come gli altri e non era giusto che fosse relegato al semplice ruolo del bambino non partecipante. Mi è piaciuto vederlo così attivo, dovrebbero dargli più rilievo. Anche se mi chiedo: perché non utilizzare la penna dell’Autore per distruggere la magia senza fare quel giro assurdo? D’altra parte, ancora una volta, è stato bello vederlo ripercorrere le orme del padre e vedere anche gli altri riferimenti a personaggi che non vediamo da un po’ (tipo August che non si sa dove sia finito).

Rumple è sempre lo stesso. Pensa a se stesso, è egoista, ma questo lo sappiamo, ormai non ci sorprende più. Cioè, ogni volta trova un modo per sorprenderci, ma comunque sappiamo sempre che ha qualcosa in mente. Per salvare Belle, che ricordiamo non si sveglierà semplicemente perché le riprese combaciavano con il termine della gravidanza di Emilie deRavin, si spinge a tutto: addirittura ad andare contro suo nipote, a fargli del male se fosse stato necessario. Rumple è sempre lo stesso perché per amore della propria famiglia usa il potere contro tutti, ma poi perde la propria famiglia, come sempre, per colpa del proprio potere.

Dr Jakyll e Mr Hyde. Stupenda la loro introduzione. Era stato detto che probabilmente sarebbero arrivati due personaggi particolari e si vociferava potessero essere loro. Recentemente era stato invece detto che non avremmo scoperto l’identità di questi personaggi fino alla sesta stagione, e invece ci hanno piacevolmente sorpresi. La comparsa di quella tenuta stile vittoriano me lo aveva fatto presagire: dovevano essere loro. E infatti. Mi è piaciuto questo inserimento, questa untold story quasi a voler dire che ce ne sono tante e tante ancora non raccontate da cui poter prendere spunto. Chissà che problema ha Hyde con Rumple e che patto lo ha costretto a fare. E chissà come ha fatto Jakyll a creare questa seconda personalità: qualche esperimento di laboratorio? Nel frattempo, dopo lo sdoppiamento fisico delle due personalità, sono entrambi a Storybrooke e sicuramente potremmo saperne di più nella prossima stagione.

Regina ha dato forse il meglio di se. Non che abbia fatto molto, ma ci ha praticamente fatto ripercorrere la sua storia e la sua evoluzione in questi due episodi. L’abbiamo vista elaborare il lutto per Robin da sola, seduta da Granny, insieme a sua sorella e alla nipotina piccola figlia di Robin. L’abbiamo vista rifiutare la compassione di Emma e del resto dei nostri amici, ma non ha ucciso nessuno. La morte di Daniel l’aveva portata ad essere la Evil Queen ed è lei stessa a dircelo e a dirci che se solo lei avesse deciso di perdonare Biancaneve allora tutto sarebbe andato per il meglio ma non ci era riuscita. Evidentemente odiare era più semplice che perdonare. Ma abbiamo visto anche come essere la Evil Queen non le abbia mai portato nulla di buono. Non ha trovato il suo happy ending con un uomo, ok, ma ha trovato l’amore di una famiglia, quello che solo suo padre era stato in grado di darle. Ecco, probabilmente, perché Regina ha deciso di seppellire la Evil Queen dentro di se. E mentre vedevo l’episodio pensavo “chissà se la faccenda di Jakyll e Hyde c’entrerà qualcosa con il fatto che anche in Regina, fondamentalmente, ci sono due personalità?”. Niente, quest’anno mi sono superata con le supposizioni. Iniettandosi il siero ideato da Jakyll, sotto consiglio di Biancaneve, anche Regina e la Evil Queen si sdoppiano in due entità fisiche distinte e Regina trova il coraggio di polverizzare il cuore al suo alter ego e vissero tutti felici e contenti.

Emma in questo episodio è stata un po’ un’ancora di salvezza per Regina, colei che l’ha riportata alla realtà e quella che è stata più schietta di tutti con lei. Adoro il loro rapporto, questo rapporto fatto di sostegno reciproco costruito negli anni. E pensare che all’inizio si odiavano. Di Emma mi sono piaciuti i momenti con Hook, sono stata veramente felice. Dopotutto, un season finale ciascuno, insomma! Un anno una gioia per Emma, un anno una (quasi) gioia per Regina. Questo era l’anno di Emma. Hook un po’ sottotono ma lo perdoniamo, gli irlandesi meritano sempre una seconda possibilità.

Zelena e i Charmings invece sono stati un po’ delle piccole comparse oggi: importanti ai fini della storia ma avrei poco da dire su di loro tranne il fatto che mi piacerebbe sapere dov’è che lasciano sempre quel povero bambino ogni volta. Zelena è stata dolcissima nel rimandare Roland nella Foresta Incantata e mi sono commossa quando il bimbo ha tirato fuori la piuma della freccia da regalare a Regina. Ah, un’altra cosa sui Charmings la devo dire: anche stavolta, per colpa di Biancaneve, Regina dovrà affrontare qualcosa che non avrebbe voluto. Eh sì, la Evil Queen non è veramente morta polverizzata ma per un crudele scherzo del destino si mostra viva e vegeta a fine episodio. Quindi, nella prossima stagione sarà lei l’antagonista. Così era stato detto e così difatti sarà. Regina contro Regina. Regina contro se stessa solo che un po’ più cattiva, e tutto per colpa di Biancaneve. Chissà che Jakyll non l’aiuti a disfarsene, non voglio pensare che lo abbiano inserito solo per rendere possibile questa scissione e che sparisca dalla storyline della sesta stagione. Una domanda abbastanza importante: ora che la Evil Queen ha un corpo tutto suo, quali caratteristiche sono rimaste in Regina? In altre parole, sarà indispensabile che le due coesistano insieme o Regina può vivere tranquillamente senza il suo alter ego cattivo avendo conservato il lato combattivo che l’ha sempre contraddistinta? Temo che dovremmo attendere fine settembre per questo e io ho già l’ansia. Non tanta quanta per il fatto che GOT è già alla 6×04 e tra un po’ finisce di nuovo. Ma poi mi consolo perché so che i fan di Sherlock stanno messi peggio di me. Vi sono vicina.

Per quanto riguarda la stagione nel suo insieme, non è stata tra le mie preferite. È triste dirlo, anche perché ogni episodio in sé mi ha emozionata ma l’insieme delle storyline a mio parere non è stato gestito al meglio delle loro potenzialità come era stato fatto nelle altre stagioni. Gli alti e bassi ci sono sempre stati ma lo scorso season finale era stato epico: mi aspettavo una Emma cattiva, spietata. Avevano addirittura diffuso un video promozionale in cui Dark Swan polverizzava un cuore e quella scena non è mai avvenuta perché Emma non è mai stata veramente cattiva. Ora, nell’ottica del fatto che tutti siamo buoni e cattivi, le due parti della medaglia e blablabla il ragionamento tiene, ma io mi ero fatta completamente altre aspettative e ritengo che forse la storyline di Dark Hook sia stata gestita malino. La discesa nell’Underworld mi è piaciuta e ho amato Ade con tutta me stessa. Mi è piaciuto rincontrare molti personaggi come Peter Pan o Cruella, mi è piaciuto rivedere Emma Caufield che non vedevo dai tempi di Buffy e anche incontrare per la prima volta live Milah o Henry Mills. Il problema è stato che anche lì sotto la situazione è stata un po’ statica. Ci avevano promesso l’epicità nel 100° episodio e, a meno che voi non siate come me che vi basta un Peter Pan piazzato lì per essere felici, tutta questa epicità non c’è stata. È stato bello, ma non emozionante come avevano preannunciato. Senza nulla togliere, ovviamente, a questa serie che io adoro con tutta me stessa e non tradirei per nulla al mondo, ma se proprio deve esserci una stagione con i toni un pochino più bassi probabilmente è stata questa. Non è colpa di nessuno, in ogni serie è così. È stato così con la quinta stagione di GOT, con la quarta di Fringe, con la terza di OC… la prossima sarà sicuramente ancora più fantastica. Ma comunque, la mia bipolarità mi porta ugualmente a dire che questa stagione è stata bellissima e ad ogni modo piena di feelings. Questo season finale è stato un po’ più soft rispetto allo scorso, dopo la perdita di Robin non mi sembrava il caso di far accadere qualche altra tragedia.

Ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno seguito le recensioni anche quest’anno e spero di potervi rincontrare, ancor più numerosi e grintosi, nell’ultimo weekend di settembre quando la nostra serie preferita riaprirà i battenti per la sesta (e a quanto pare non ultima) stagione!

Ventisette anni, interprete, traduttrice, appassionata di viaggi e letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore, venero i ravioli cinesi e mi drogo di serie TV.

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