Recensione Game of Thrones 8×05 – The Bells

Recensione Game of Thrones 8×05 – The Bells

Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato, ma non ero del tutto pronta.

Sapevo che ci saremmo avvicinati alla fine e che le cose sarebbero state difficili da accettare, ma non vedevo l’ora.

Penultimo episodio. Metto in secondo piano la mia stanchezza e il fatto che devo andare a lavorare tra qualche ora, mi alzo e guardo l’episodio.

L’avevano detto che il quinto episodio sarebbe stato grande, e, di fatti, almeno per me, lo è stato.

Ad oggi, posso dire che la 8×05 è forse uno dei miei episodi preferiti di tutto GOT. No, non credo che sia stato privo di difetti, se è questo che vi chiedete. C’è stata una cosa che non mi andrà mai giù, ma l’episodio in sé è stato veramente bello.

Andiamo per gradi.

Daenerys

Daenerys, che abbiamo lasciato nello scorso episodio ormai distrutta dalla morte di Rhaegal e Missandei, ha deciso che non si fermerà più davanti a nessuno. Giustizia Varys un po’ velocemente, ma d’altronde glielo aveva promesso, ed ero abbastanza sicura che lo avrebbe scoperto.

Attacca King’s Landing come ha sempre avuto in mente di fare. Ho letto tanti commenti a riguardo. In tanti criticano il fatto che il personaggio di Daenerys sia stato rovinato, quando secondo me era palese fin dal primo istante che il suo destino fosse questo.

Non ho mai pensato che Daenerys Targaryen, una bambina che porta avanti una guerra iniziata dal fratello (per quella che possiamo anche reputare una giusta causa, volendo), discendente di una stirpe che impazziva membro dopo membro, figlia del Re Folle, sorella di un uomo che l’ha venduta per un esercito, avrebbe regnato incontrastata come regina buona e giusta, e vissero tutti felici e contenti.

Il fatto che Daenerys sarebbe impazzita, prima o poi, era evidente. Mi dispiace solo che ci siano arrivati solo alla fine. Ma davvero c’era qualcuno che pensava che tutta la sua crociata verso Westeros fosse per portare rose e fiorellini agli abitanti dei Sette Regni? Davvero nessuno di noi aveva mai pensato che si sarebbe rivelata per quella che è, cioè la degna figlia di suo padre?

Questa, per me, non è una critica al personaggio. Anzi, a dirla tutta, mi piace di più così. Mi piace che i suoi impulsi non debbano più essere frenati da Tyrion o da qualcun altro che ragioni diversamente da lei, in modo più ampio. Ha sempre avuto consiglieri che l’hanno aiutata a non commettere tali errori, ma ciò non vuol dire che lei non volesse commetterli.

Daenerys ha impostato il suo regno sul desiderio di mostrarsi come la legittima erede al Trono di Spade ma allo stesso tempo di apparire diversa da suo padre, quando in realtà sono stagioni che tiene frenato l’impulso di ridurre tutto a Fuoco e Sangue. È la sua natura, e finalmente è venuta fuori.

Ovviamente, non sono una persona così cinica. Il mio finalmente è per la trama, che in questo caso non ha toppe, non ha buchi, non ha difetti. La trama di Daenerys è perfetta così com’è, perché così doveva essere.

A livello umano, però, Daenerys è un personaggio per cui provo una gran pena. Se provo ad immedesimarmi in lei, pur non giustificandola, la capisco. È cresciuta lontano da quella che era casa sua, con in testa l’idea di dover riprendersi il Trono di Spade. Ha fatto sforzi mentali e fisici sia per arrivare ad avere potere ma anche, e soprattutto, per fare in modo di piacere alla gente. Ma è stato facile piacere alla gente di Essos, che non aveva vissuto sotto il Re Folle e non aveva pregiudizi sui Targaryen. Giunti a Westeros, ahimé, ha quasi dovuto ricominciare da capo, e l’unico modo che aveva per imporsi erano i suoi draghi. Paradossalmente, è proprio una volta giunta a Westeros che ha raggiunto la consapevolezza di ciò che avrebbe dovuto fare per imporsi.

L’abbiamo vista chiedere a Jon di non giudicare una figlia per i peccati commessi dal padre, quando lei ha continuato imperterrita a giudicare chiunque per via di quello che i loro antenati avevano fatto. L’abbiamo vista giustiziare i nemici che non si sono piegati a lei, cosa aveva di diverso da Cersei allora? Il fine, probabilmente, ma non i mezzi. Non le motivazioni.

L’abbiamo supportata, me inclusa, perché il suo diritto al Trono era forse l’unico legittimo, ma non perché fosse buona. In realtà, ad essere onesta, a me di lei è sempre piaciuto il fatto che si percepisse che non fosse completamente stabile.

A Westeros ha cercato alleati che non l’hanno mai vista di buon occhio, ha perso Viseryon per una guerra non sua. Ha combattuto una guerra non sua, ma non per spirito di giustizia, né, secondo me, per amore. Ha combattuto la guerra di Jon Snow dopo aver visto il seguito di Jon e il suo potere sul Nord, e a Daenerys servivano alleati per sconfiggere Cersei.

Non ha giustiziato Sansa solo perché è stata intelligente, non per amore di Jon. Nonostante continuino a mettere questo simpatico siparietto della loro storia d’amore ovunque, a me sembra chiaro che l’unica persona che Daenerys abbia mai amato veramente sia Drogo. E mi va benissimo così.

Nella Lunga Notte ha perso quasi tutti i Dothraki e gli Immacolati. Ha perso Jorah, che era praticamente una delle pochissime persone che non la guardasse come una straniera, che non pensasse di lei “ma questa che vuole?”.

Con un esercito decimato, con la consapevolezza che il popolo del Nord riconosce Jon più di lei, con la consapevolezza di non essere più l’unica vera e legittima erede al Trono di Spade, perde anche Rhaegal e Missandei, per mano del nemico che ha giurato di sconfiggere, colei che al momento siede sul Trono.

Rimasta sola, consapevole del fatto che la voce sull’identità di Jon sta ormai diventando di dominio pubblico, e letteralmente terrorizzata dalla ormai reale e tangibile possibilità di essere spodestata ancor prima di salire sul Trono, di perdere tutto ciò per cui ha lottato per tutta la sua vita, impazzisce.

Non le si può dare torto. Non comprendo come si possa dire che questa sua reazione non sia in linea con il suo personaggio. Sono almeno due stagioni che la sua idea principale è quella di arrivare a King’s Landing e bruciare tutto, perché, alla fine, la sua forza sono sempre stati i draghi. Non l’esercito, ma il fatto di avere tre armi da fuoco gigantesche. Ma ha sempre temporeggiato, perché chi era con lei ha sempre cercato di far emergere il buono che c’era in lei e di non far prevalere questo tratto del suo carattere.

Come avrebbe dovuto reagire? Sarebbe dovuta andare a parlare con Cersei in maniera composta chiedendole, gentilmente, il Trono? Tenendo il suo ultimo drago al guinzaglio, senza sfruttare la sua arma più potente?

Non sto dicendo che dare fuoco ad un’intera città sia stato un bel gesto, ma proprio questo l’ha resa al contempo umana, sottolineando la sua sofferenza, e non diversa dalla Cersei che ha fatto esplodere il tempio di Baelor con l’Altofuoco.

Il climax di follia di Daenerys si respira in questo episodio come non mai, a partire dal suo sguardo. Ora, sebbene Emilia Clarke non abbia proprio delle grandissime doti attoriali, il suo sguardo in questo episodio è stato fenomenale. Complice, probabilmente, anche il trucco, molto simile a Viserys.

E poi, non so se definirlo un perfetto rimando ad una delle prime stagioni, o qualcosa di fatto in modo casuale, ma a fine episodio si nota della cenere scendere su King’s Landing come nella visione che Daenerys ebbe nella Casa degli Eterni. In molti abbiamo pensato che potesse essere neve e abbiamo fatto rimandi al Night King, rimanendone delusi dopo il terzo episodio.

Daenerys, in realtà, aveva visto veramente il suo destino. La vittoria, sì, ma sulla cenere. Su un mucchio di cenere.

Jon

Da Daenerys, è con felicità che mi sposto su Jon. Ricordo di aver detto di odiarlo per quello che ha fatto a Ghost, ma nel mio cuore continuo a sperare che finirà con Jon al Nord insieme al popolo libero e a Ghost, anche se è molto più probabile che Jon finisca sul Trono.

Jon è l’antitesi di Daenerys. È un personaggio che ha sempre dovuto dimostrare la sua leadership andando, talvolta, contro i propri principi. Jon è un uomo estremamente leale e buono, che non si lascia spaventare da chi è peggio di lui, anche se a volte dovrebbe. È, come dice alla fine della settima stagione, anche lui il degno figlio di suo padre (o meglio, dovremmo dire il degno nipote di suo zio, ma fa lo stesso).

Il fatto che abbia anche sangue Targaryen non lo rende pazzo, probabilmente perché non è figlio di un incesto come Daenerys, o semplicemente perché il sangue degli Stark, giusti e leali, scorre in lui e sovrasta quello di suo padre Rhaegal.

Jon per primo, in questo episodio, prende finalmente consapevolezza di quanto sia pericolosa Daenerys, proprio nel momento in cui continua a far fuoco su King’s Landing nonostante la città si fosse arresa. Jon è l’unico a dire ai soldati di ritirarsi, nonostante gli Immacolati continuino a seguire Daenerys.

I Lannister

Con Jon, Tyrion si dimostra nuovamente un personaggio che non si può non amare. Libera suo fratello, restituendogli il favore, e sapendo che così facendo si sarebbe cacciato nei guai, ma il suo affetto nei confronti di quell’unico amico che avesse mai avuto, lo fa agire nel modo più giusto. Tyrion Lannister è un personaggio di una dolcezza disarmante, di una bontà vera e propria, anche se all’inizio non lo avrei mai detto. Il suo abbraccio con Jaime è stato straziante, così come vedere il suo sguardo, palesemente tradito da Daenerys che brucia la città cavalcando Drogon. Con la presa di consapevolezza di Tyrion, che fino ad inizio episodio sembrava voler difendere Daenerys a spada tratta, capiamo che Daeneyrs non avrà vita lunga.

Vorrei invece soffermarmi sugli altri due Lannister. Jaime e Cersei.

Avevo creduto tanto, tantissimo, tanto da metterci la mano sul fuoco, nella redenzione di Jaime. Nel fatto che fosse un uomo migliore lontano da sua sorella. Non era più il discorso sulla parentela ad infastidirmi, ormai dopo anni mi ci sono abituata, ma proprio il fatto che davanti a lei, Jaime diventasse la parodia di sé stesso, uno zerbino pronto a tutto, senza facoltà di intendere e di volere. Jaime, vicino a Cersei, è sempre stato solo una pedina che si appoggiava sul potere di Cersei – e anche su alcune qualità che non metto in dubbio, ma principalmente su ciò che lei voleva da lui.

Alla fine della scorsa stagione, finalmente, Jaime riesce a guardare in faccia sua sorella con disprezzo, prende e se ne va, va al Nord ad aiutare nella battaglia. Viene accolto perché in tanti testimoniano sul suo essere un uomo d’onore. Altrimenti Daenerys non avrebbe sbagliato ad ucciderlo, in quanto Sterminatore di Re. Invece no, tutti a salvare Jaime, perché alla fine è buono, è giusto, è leale. Nonostante lui stesso ripeta che ciò che ha fatto l’ha fatto per la propria famiglia, tutti crediamo che possa comunque in qualche modo aver capito i suoi sbagli.

Combatte, ha un flirt con Brienne, lo crediamo cambiato. Quando sente che Cersei è sul punto di cadere, decide di tornare a casa, lasciando Brienne a piangere nella neve. Va bene, ho pensato, è logico che non voglia farsi seguire e voglia andare ad uccidere Cersei da sola. Io già ne ero sicura.

Invece no. Si fa scoprire, lo prendono prigioniero. E Tyrion, che ormai per essere mosso dalla compassione nei confronti di Cersei vuol dire che ha proprio raggiunto il limite di sopportazione nei confronti di Daenerys, lo libera. Gli dice di andare da Cersei e di scappare. E Jaime non lo smentisce. Ma io ho atteso, ho sperato fino all’ultimo, fino a dopo la coltellata di Euron (sorvolo il loro duello, tanto l’unico fine era quello di far morire Euron), che volesse uccidere Cersei.

E invece no. Jaime Lannister, l’uomo la cui evoluzione ho ammirato per stagioni intere, sta semplicemente tornando dal suo grande amore. Forse, inquietantemente, avrà pensato che, essendo nati insieme, sarebbero dovuti morire insieme (????). Non ne ho idea. Molti dicono che ciò sia coerente con il fatto che Jaime fosse comunque sempre stato innamorato di Cersei e che, ad ogni modo, né lui né Tyrion avrebbero voluto che Cersei morisse tra le fiamme in un modo così barbaro (ma poi, chi di fuoco ferisce…). Forse, anche questa, è una dimostrazione che fosse un uomo d’onore. Non lo so, a me non è piaciuto.

Si trovano. Baci. Lacrime. Abbracci. Cersei per la prima volta veramente impaurita. Devo dire che non mi è dispiaciuto vederla così umana, alle prese con la vera paura di morire. Nessuno le aveva mai fatto temere la morte così. Lei non si era piegata davanti a niente, addirittura nemmeno durante la Battaglia delle Acque Nere, dove aveva scelto che si sarebbe suicidata piuttosto che essere uccisa.

Daenerys è stata la prima persona a far, anche se in segreto, piegare Cersei Lannister.

Ad ogni modo, passi l’involuzione di Jaime, passi tutto quello che volete, ma io non riesco ad accettare il fatto che Cersei e Jaime siano morti sotto le macerie. Forse, ripensandoci, posso ammettere che non sarebbe esistito un modo giusto per far morire Cersei. Un’esecuzione sarebbe stata troppo banale, ma non riesco a farmi piacere questa fine.

Cersei è stata, a mio parere, il personaggio meglio articolato di tutta GOT. Ha iniziato il suo percorso come una regina e lo ha finito da regina. Ovvio che non sia stata una buona regina, ma era un’abilissima manipolatrice e stratega, intelligente, potente, astuta e chi più ne ha più ne metta. Lena Heady è stata magistrale nella sua interpretazione dal primissimo episodio fino ad ora. È stata veramente grande, e sebbene io sapessi (come un po’ tutti) che sarebbe dovuta morire, mi rendo conto che per un personaggio come il suo nessuna fine sarebbe stata appropriata.

Non mi interessa del modo in cui sia morto Jaime, non ho provato nulla nemmeno per il fatto che siano morti insieme, abbracciati, innamorati, loro e il loro nuovo bambino. Mi importa solo del modo in cui non è stata completamente resa giustizia al personaggio di Cersei Lannister, la cui morte, a parer mio, avrebbe meritato un po’ più di risalto.

Arya e il Mastino

Completiamo la vicenda con una piccola digressione su Arya e il Mastino. Quest’ultimo ha finalmente avuto la chiusura che meritava, avrei forse preferito che si lanciasse giù con la Montagna, che ne so, per salvare Arya, ma va bene uguale. Aspettavamo che i due Clegane si rincontrassero da svariate stagioni, e mi ha fatto sorridere come il Mastino abbia guardato la morte in faccia senza paura, avendo ormai raggiunto il suo scopo di vendetta nei confronti della Montagna.

Arya, invece, mi fa paura. In senso buono, ovviamente. Speravo molto velatamente che avrebbe ucciso Cersei, ma in realtà anche il fatto che sia partita con un’idea e abbia, in corso d’opera, capito chi è il vero nemico (mi ricorda molto Mockingjay, il finale di Hunger Games) non mi dispiace. Perché, come abbiamo visto, Arya arrabbiata è davvero molto pericolosa.

Ora, tirando le somme, abbiamo Jon, Tyrion, Arya, Davos e tutto il Nord consapevoli del fatto che Daenerys vada rovesciata il prima possibile; tutta la sottotrama di King’s Landing si può dire finita. Resta da capire cosa succederà.

Do per assodato il fatto che nell’ultimo episodio rivedremo quantomeno Sansa, nonostante spererei anche in Bran e qualche cosa visionaria ma forse chiedo troppo.

A questo punto mi pare anche abbastanza scontato dire che Daenerys morirà, ma non so per mano di chi. Probabilmente di Arya, anche se forse potrei scommettere qualcosina su Jon. Dopotutto, se è stato riportato in vita ci sarà un motivo.

Teorie

E se (teoria dell’ultimo secondo totalmente senza basi logiche), la Lunga Notte fosse in realtà sinonimo di un regno come quello di Daenerys e Jon dovesse fermarlo? E se si scoprisse che il Night King aveva come scopo proprio quello di fermare Daenerys, sapendo dunque che lei sarebbe andata al Nord a combattere? Troppo fantascientifico, lo so, e soprattutto c’è troppo poco tempo perché si realizzi una teoria del genere.

I personaggi rimasti in vita non sono tantissimi, e spero che il prossimo episodio sia pieno ma non troppo frettoloso, e soprattutto che mi dia un finale conclusivo e non aperto.

Non so dire chi morirà, ma purtroppo mentre sono abbastanza convinta che Daenerys ci lascerà, continuo ad avere tantissima paura per Tyrion. Ma poi, oltretutto, ci sono delle questioni a cui pensare, perché una volta morta Daenerys, chi controllerà Drogon, gli Immacolati e i Dothraki? Si lasceranno controllare da chi l’ha uccisa?

Voglio sapere tutti i vostri pensieri su questo episodio, le vostre teorie e le vostre sensazioni in vista dell’ultimo, grande, appuntamento con Game of Thrones!

Ventisette anni, interprete, traduttrice, appassionata di viaggi e letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore, venero i ravioli cinesi e mi drogo di serie TV.

Commenti

3 Commenti
  1. posted by
    TheDarkKing92
    Mag 13, 2019 Reply

    Vorrei cominciare contraddicendoti subito sui Targaryen: è un falso che sia una dinastia di pazzi, perché ce ne sono molti che non erano pazzi, anzi erano grandi uomini. Rhaegar non era pazzo e non era neanche un sanguinario, anzi era l’esatto opposto di suo padre e, se non avessero ucciso sir barristan, sarebbe emersa la sua personalità dai racconti del vecchio cavaliere. Anche baelor era un Targaryen e viene descritto come un uomo pio e giusto, ma ce ne sono così tanti, che a scrivere ci impiegherei una vita. Comunque io penso che la follia di Daenerys derivi principalmente dalle morti di raeghal, vyserion e Missandei e dal pericolo di Jon snow. Per quanto riguarda Tyrion: in questa stagione sta un pochino tornando il personaggio di inizio serie, anche se, dopo aver letto i libri, definire Tyrion buono è un errore, anche perché è completamente uguale tywin, con l’unica differenza che ha un modo di fare più elegante. Sono contento che non sia Arya ad uccidere Cersei, perché sarebbe stato penoso e scontato. Ho sperato fino all’ultimo che Jaime uccidesse Cersei, ma nella serie non dicono che sarebbe morta per mano del fratello minore, quindi accontentiamoci di questa morte penosa. Per me sul trono salirà Jon, poiché Martin ha detto che il finale della serie non sarà differente da quello de libro e visto che sembra che alla fine nel libro regnerà Aegon, nella serie sarà Jon/Aegon. Comunque potevano risparmiarsi la compagnia dorata, dato che l’hanno rovinata allo stesso livello di Dorne. Chiudo dicendo che l’attore che ser Barristan ha riferito che Martin ha scritto gli ultimi due libri, ma in accordo con i produttori della serie non li avrebbe pubblicati fino alla fine dello show. Tu che pensi?

  2. posted by
    Giulia Di Felice
    Mag 14, 2019 Reply

    Ciao! Per quanto riguarda i Targaryen, capisco cosa intendi, ovviamente avendo tu letto i libri hai una visione di insieme più completa di quella che ho io che non li ho ancora letti. Tuttavia, proprio per questo, nella serie viene più volte posto l’accento sul fatto che i Targaryen fossero pazzi (il che, appunto, probabilmente è una verità data per assodata solo nella serie), tanto che più volte viene proprio ribadito che ciò che li ha portati a questo è stato il loro accoppiarsi tra parenti in modo così continuo, per preservare la loro purezza. Anche Varys più volte ripete che “quando nasce un Targaryen, gli dei lanciano una moneta e il mondo trattiene il fiato”, quindi ovviamente mi riferivo, come sempre, solo ed esclusivamente al mondo dipinto nella serie tv, che ormai ho capito avere delle differenze abissali con il libro. Stesso ragionamento per Tyrion, il Tyrion che dipinge la serie è un personaggio fondamentalmente buono, tanto da non volere che Cersei muoia bruciata viva dalla regina che lui stesso supporta. Purtroppo non conosco ancora il Tyrion dei libri, quindi non posso fare un paragone né giudicarlo sulla base di ciò che fa nei libri.
    Per quanto riguarda la morte di Cersei, ahimé, ci sono rimasta un pochino male anche io per un paio di motivi, primo fra tutti perché speravo che avesse un po’ più di risalto, e poi perché ero fermamente convinta che l’avrebbe uccisa uno dei fratelli. Non tanto per la profezia sul Valonqar che nella serie non viene citata (l’unica profezia che ci mostrano su di lei è quella dei figli), ma perché l’avrei vista come il culmine dell’evoluzione di Jaime o della vendetta di Tyrion, nonostante sperassi di più in Jaime. E invece no, Jaime non l’ha mai odiata, e non so se ammirarlo per questo o odiarlo.
    La Compagnia Dorata è stata imbarazzante, non tanto per lo show, quanto proprio per i Lannister, l’investimento peggiore della loro vita lol
    Per quanto riguarda Jon, sono abbastanza convinta che sopravviverà al finale e che forse salirà sul trono, ma non ci metterei la mano sul fuoco. E per quanto riguarda i libri, lo spero, perché almeno appena finita la serie li leggerò tutti d’un fiato 😀

  3. posted by
    TheDarkKing92
    Mag 14, 2019 Reply

    No ma ci sono Targaryen pazzi nel libro, dico solo di non fare di tutta l’erba un fascio XD anche perché quella frase è incompleta ” Follia e grandezza sono le due facce della stessa moneta. Ogni volta che nasce un nuovo Targaryen, gli dèi lanciano in aria quella moneta, e il mondo trattiene il fiato aspettando di vedere su quale faccia cadrà “. Comunque la compagnia d’ora è una delusione su tutto: a parte che è stata fondata da un Targaryen, Acreacciaio ( anche se è un bastardo ), ma poi non fanno nulla e vengono sconfitti in cinque secondi in maniera totalmente stupida. Be’ speriamo che l’ultima puntata sia buona

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