Sara Di Pietrantonio: bruciata viva dall’ex fidanzato

Sara Di Pietrantonio: bruciata viva dall’ex fidanzato

Sara Di Pietrantonio è morta per mano del suo ex fidanzato Vincenzo Paduano.
L’uomo era letteralmente ossessionato da lei e non riusciva ad accettare l’idea che lei potesse frequentare un altro uomo. Solita scusa, che non ha alcun senso di fronte ad una violenza così atroce.
Non sopportavo che fosse finita” ha dichiarato Paduano dopo aver a lungo negato l’accaduto.
Una frase già sentita mille volte nei tanti casi di violenza sulle donne che ogni giorno ascoltiamo alla tv.
Domenica mattina, all’alba, il corpo semicarbonizzato di Sara è stato trovato poco distante dalla sua abitazione dai vigili del fuoco che erano intervenuti per un’auto in fiamme, la sua.
Gli inquirenti hanno subito rivolto la loro attenzione all’ex fidanzato Vincenzo Paduano e, grazie alle testimonianze di amici e parenti, hanno subito capito che la povera Sara usciva da una relazione malata ed era vittima di una grande violenza psicologica.
Aveva organizzato tutto, Paduano, e aveva portato con sé una bottiglia di liquido infiammabile, che le ha rovesciato addosso dopo averla inseguita e speronata con la macchina. Sara è riuscita a scappare ma, nonostante le sue numerose richieste di aiuto, nessuno si è fermato, nessuno le ha prestato soccorso.
L’ex fidanzato ha incendiato l’auto, poi l’ha raggiunta e le ha dato fuoco.
Se solo qualcuno si fosse fermato, probabilmente Sara sarebbe ancora viva e quella violenza psicologica non sarebbe sfociata in omicidio.

Dalla violenza psicologica all’omicidio

Fino a che non si vedono i segni sulla pelle, non si considera la violenza. In realtà esiste un tipo di violenza devastante tanto quella fisica e si tratta di quella psicologica. Quello che subisce una vittima di violenza psicologica è terribile ma, nonostante questo, spesso si sottovaluta l’accaduto.
Sara Di Pietrantonio era vittima di un’enorme violenza psicologica, come testimoniato dalle sue amiche, ma non aveva segni visibili sul corpo. Usciva da una storia malata, di quelle che ti tormentano, che ti consumano, che ti uccidono. Si erano lasciati tre volte, lei e Vincenzo, ma lui non accettava di vederla insieme ad un altro.
Prima dell’omicidio c’era stato un solo episodio di violenza. Uno solo. Sara era rimasta turbata ma non aveva denunciato. Ma un uomo violento, anche solo psicologicamente, non si può cambiare.
Un uomo violento rimane tale, e a volte questa violenza cresce fino ad esplodere.
La violenza psicologica è silenziosa e nascosta, ma a volte arriva al culmine, arriva all’omicidio.

Donne vittime di violenza ed indifferenza

Sara è morta sola, dopo aver chiesto aiuto, dopo aver cercato qualcuno che avesse almeno il buon cuore di chiamare i soccorsi. Non è stata ascoltata. Nessuno ha risposto, nessuno si è fermato per vedere come stava. Nessuno ha chiesto aiuto per lei.
E’ morta per colpa della solita gelosia ossessiva, quella dietro cui si nascondono questi NON uomini, che pensano di poter esercitare chissà quale potere sulla loro vittima.
E’ morta come muoiono le donne oggi, sotto mani grandi, forti e codarde, che usano il fuoco per vendicare il fatto di essere stati lasciati, che picchiano, maltrattano, insultano, umiliano e spezzano le ali della donna che dicono di amare.
La violenza non è amore.
Ed oggi, troppo spesso, le donne muoiono per violenza ed indifferenza.

Scritto da

Chiara Nava

Venticinque anni, mamma di una principessa ribelle di tre anni e mezzo, pubblicista, blogger e web editor. Amo scrivere, è tutto quello che ho sempre fatto, è tutto quello che sono. Ed amo leggere ed inventare favole insieme alla mia bambina. Nel mio piccolo, attraverso le parole e la scrittura, vorrei combattere il silenzio assordante che spesso avvolge la violenza sulle donne.

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