Sconfitta e vittoria

sconfitta

Lei si stancava in fretta.
Non tollerava il fatto di frequentare sempre gli stessi posti e le stesse persone, portare per tutta la vita lo stesso taglio di capelli e fare sempre lo stesso lavoro. Non riusciva a seguire soltanto una strada, voleva provarle tutte, perdersi e poi ritrovarsi.
Non era tipo da autostrade lei. Amava i viaggi, quelli tra i paesini, i sentieri sterrati e i prati deserti, le scoperte, le inversioni di rotta, i ripensamenti. Cambiava passione ogni mese e aveva coltivato ogni hobby possibile.
Si stancava in fretta perché era la persona più insicura del mondo. Pensava che voltando pagina, cambiando scenario, sconvolgendo tutto, forse avrebbe trovato quella sicurezza che le era sempre mancata.

E poi incontrò lui.
Lui che non era nulla di speciale. Aveva le stesse passioni da sempre, ascoltava la stessa musica da quando aveva tredici anni e rifiutava di farsi piacere qualsiasi altro genere. Sapeva già cos’avrebbe fatto nella vita e non aveva un piano B, la sua strada era quella, quella soltanto.
Lo incontrò, si scontrarono, lei che ondeggiava tra mille mondi diversi e lui che si era costruito il suo senza mai un ripensamento.
Lei si innamorò subito della sua sicurezza. Lo ammirava. Avrebbe voluto avere degli obiettivi così chiari, una passione che non si spegne mai, la voglia di mettersi in gioco per qualcosa in cui si crede fermamente.
Insieme erano incompatibili, eppure accadde l’incredibile. Contro ogni previsione, lui divenne la sua sicurezza.
Non era mai stata tanto sicura di qualcosa in vita sua: voleva lui, soltanto lui, nessun’altro al mondo. Era talmente sicura che non si rese neanche conto di aver superato il suo più grande complesso. Si stava impegnando, non stava cambiando idea, non stava pensando alle conseguenze, non aveva paura, non era titubante.

Con lui aveva capito cosa significasse tenere a qualcosa e lottare fino allo stremo per ottenerla, aveva capito come la volontà possa radere al suolo qualsiasi ostacolo e quanto ci si senta bene ad avere un sogno.
Capì che non si era sbagliata, perché lui rimase il suo sogno per molto, moltissimo tempo. Anche quando decise di andare avanti, fu il ricordo di quel periodo a darle forza. E lui restò parte di lei.
La sua più grande sconfitta era diventata anche la sua più grande vittoria.

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