The Fall: quando pochi episodi sono l’ideale

The Fall: quando pochi episodi sono l’ideale

Domanda fondamentale: quanti di voi si sentono letteralmente male se esposti a quella parlata mezza british mezza irish tipica, appunto, degli attori britannici/irlandesi? Se le risposte positive sono numerose, consiglio assolutamente la visione di questa serie TV.

Ambientata a Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord, la serie si articola, per ora, in due stagioni rispettivamente da cinque e sei episodi di sessanta minuti ciascuno. In sostanza, undici ore tonde tonde che si possono piacevolmente gustare in una giornata dividere in due o più giorni a seconda degli impegni. L’ambientazione è ovviamente quella tipica del mondo anglosassone: tutto un po’ cupo, piove un giorno sì e l’altro pure, fa freddo anche quando dovrebbe essere estate ma loro se ne strafregano e il protagonista ha l’immancabile camicia da boscaiolo che sta bene col sole, la pioggia, la neve, il vento e le tempeste solari.

La storia tratta, sostanzialmente, di un serial killer che terrorizza la città, Paul Spector (interpretato da Jamie Dornan) e della poliziotta arrivata in città proprio per indagare su di lui, Stella Gibson (interpretata da Gillian Anderson). Paul Spector, che da principio sembra una persona completamente normale, fa il consulente per il lutto, ha una moglie infermiera e due bambini piccoli e fa anche il volontario, abbastanza innocuo con la camicia a quadri e la barbetta, è in realtà un diabolico serial killer con tendenze sadiche che uccide le proprie vittime soffocandole e poi le lava, ripulisce, cura, mette lo smalto e le mette in posa per essere ritratte. Stella Gibson, invece, è una tizia molto in gamba, capace di risolvere un mistero in quattro e quattr’otto (non per niente, l’attrice ha recitato anche il X-Files) ma con gusti discutibili in fatto di uomini e abbastanza libertina.

the fallSebbene possa sembrare una serie non molto avvincente, il fatto che durante tutta la prima stagione Paul non sia nemmeno vagamente sospettato di essere il responsabile di quei macabri e tetri omicidi aggiunge una suspence incredibile. Lo prenderanno? Non lo prenderanno? Ed ecco che nella seconda stagione è lui a rispondere: è lui, in altre parole, a far si che lo prendano. In pochi episodi, lo show riesce a toccare temi più o meno scottanti come la violenza domestica, la violenza individuale (sebbene lui non violenti sessualmente le sue vittime), l’analisi psicologica di una persona con delle turbe tali da ritenersi soddisfatto nel tagliare una ciocca di capelli delle sue vittime e collezionarla.

Paul Spector ha due vite. È un padre perfetto e ama veramente sua moglie, tant’è che la mette incinta per la terza volta durante la seconda stagione. Adora i suoi figli e farebbe di tutto per proteggerli. Ma poi c’è l’altra parte di lui, quella perversa, quella che lo spinge ad una video chat erotica con la baby-sitter minorenne dei figli, da sempre innamorata di lui. La stessa parte che lo spinge a compiere quei delitti e poi rientrare a casa abbracciando di nuovo la moglie. È agghiacciante. Personalmente ho adorato la recitazione di Jamie Dornan, dai più conosciuto come Cristiano Grigio del film Cinquanta Sfumature. Solo che in questo caso non è un ricco miliardario con l’elicottero e la stanza dei giochi a cui piace fare il bambino capriccioso. No. In questo caso è un vero serial killer, profondo, inquietante, silenzioso quanto basta per trasmettere quel senso di stranezza allo spettatore che si chiede se, alla fin fine, Paul sia buono o no. Ovviamente questa domanda non ha risposta. Paul Spector è sicuramente una persona disturbata, ed è questo che rende il personaggio così interessante e mai scontato, un personaggio che passa dall’essere cacciatore all’essere preda in un attimo, che all’inizio è l’antagonista ma poi si guadagna l’affetto del pubblico, nonostante tutto, cosa invece un po’ meno vera per la sua controparte buona, Stella Gibson. La sovraintendente Gibson è il classico stereotipo della femme fatale, che parla con voce melensa e fa sempre un po’ la gattamorta. Bravissima, eh, non dico di no, ma l’ho trovata un personaggio sfruttato poco e sul quale credo ci sarà ancora molto da scoprire. Un piccolo sguardo va dato anche alla ragazza, Katie, un’adolescente italoamericana abbastanza inquietante che si rende subito partecipe della vita perversa di Paul anche se in modo un po’ distaccato fino a diventare sua complice, in un certo senso.

Se tutto ciò non vi ha ancora convinto, eccovi una lista di cinque motivi per cui guardare The Fall:

  1. Belfast. L’Irlanda del Nord è un posto con una storia molto particolare e questa serie vi permetterà di muovervi tra le strade di Belfast come se ci foste veramente stati.
  2. Jamie Dornan versione boscaiolo innocente. Un po’ come in Once in tenuta da sceriffo: niente macchinoni e cravatte e con molta più barba rispetto a Cinquanta sfumature.
  3. Pochi episodi. Alla fine, voglio dire, undici episodi sono la metà di una stagione di Once (per dirne una a caso).
  4. L’accento. L’accento dei personaggi è qualcosa di fenomenale, per chi ama gli accenti britannici ovviamente.
  5. La terza stagione sta arrivando. The Fall è stato ufficialmente rinnovato per una terza ed ultima stagione, le cui riprese si stanno presumibilmente svolgendo in questo periodo nonostante Dornan sia alle prese con il sequel di Cinquanta Sfumature di Grigio e la moglie (vera) di nuovo incinta. Mai una volta che ci dicano che lo hanno re-castato per Once. Mai una bella notizia.

The Fall è una serie forse poco rilassante, ma l’ideale per il periodo invernale, quando fra tanti impegni si sente quel bisogno innato di chiudersi con una serie tv ma non si vuole sprecare troppo tempo: basta ritagliare undici ore del proprio tempo libero e il gioco è fatto. Perfetta per i giorni di influenza in cui il letto è il nostro migliore amico insieme al termometro. Bene, spero di aver portato a termine un’altra opera pia di convincimento, magari un giorno i produttori me ne ringrazieranno.

 

Ventisette anni, interprete, traduttrice, appassionata di viaggi e letteratura e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore, venero i ravioli cinesi e mi drogo di serie TV.

Commenti

2 Commenti
  1. posted by
    5 destinazioni europee da non perdere nel 2017 | Forelsket
    Dic 28, 2016 Reply

    […] e ricca di atmosfera, grazie anche a recenti serie tv come The Fall (che Giulia ha recensito qui) o la ben più famosa Game of Thrones, ambientate proprio in Irlanda del […]

  2. posted by
    The Fall: un finale di serie coerente | Forelsket
    Mar 5, 2017 Reply

    […] L‘avevo descritta come una delle serie più interessanti che avessi mai visto, e qualche mese fa si è conclusa definitivamente con un finale amaro. […]

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