Tiffany e la coppia gay: cosa significa essere davvero gay-friendly

Tiffany e la coppia gay: cosa significa essere davvero gay-friendly

Il celebre marchio Tiffany & Co si riconferma ancora una volta campione di romanticismo.

Con la nuova campagna pubblicitaria lanciata la scorsa settimana negli U.S.A. va ad infoltire le fila dei brand gay-friendly, catturando in un superbo scatto in bianco e nero una coppia di futuri mariti.
Le foto per la campagna, scattate da Peter Linbergh a sette coppie in diversi momenti della loro vita insieme, non ritraggono dei fotomodelli, ma vere coppie di New York.

Il testo che accompagna la foto recita:

«Mi prometti di non smettere mai di completare le mie frasi o di cantare stonato, cosa che fai spesso?
E farai in modo che oggi sia la prima frase di una lunga storia che non finirà mai?»

Con questa suggestiva proposta di matrimonio Tiffany si accoda ad altri brand come Gap e Banana Republic, che rispettivamente nel 2012 e nel 2014 avevano realizzato a loro volta pubblicità con una coppia gay come protagonista. Tiffany è comunque la prima casa produttrice di gioielli e prodotti di lusso a celebrare l’omosessualità.

“Al giorno d’oggi la strada per il matrimonio non è più così lineare, e il vero amore può arrivare più di una volta, in molte forme” ha dichiarato Linda Buckley, vice presidente delle pubbliche relazioni di Tiffany per il nord America. “L’anello di fidanzamento di Tiffany è la prima frase della storia che una coppia scriverà insieme, creando una vita profondamente intima ed eccezionale, ed è proprio il messaggio che miriamo a veicolare con questa campagna.”

Campagna Tiffany

I matrimoni omosessuali oggi sono permessi nella maggioranza degli Stati Uniti, dopo molti anni di battaglie legali da parte degli attivisti gay. Nel 2014 il 55% degli americani (e più dell’80% dei giovani) si è dichiarato a favore dei matrimoni gay.

Quello di Tiffany vuole essere un gesto di supporto all’intera comunità gay americana, una celebrazione dell’amore in ogni sua forma e un pittoresco invito all’uguaglianza – tutte le storie d’amore hanno diritto ad essere coronate con il matrimonio. Tutte le coppie hanno il diritto a condividere il più importante simbolo dell’unione romantica: l’anello di fidanzamento.

Intanto, in Italia…

Mentre il mondo intero celebra il gesto di Tiffany, Il Fatto Quotidiano oggi riporta una notizia a dir poco agghiacciante.

Nel Belpaese, lontano in ogni senso possibile dagli U.S.A., alcuni esponenti del governo condannano la campagna di Tiffany definendola addirittura “in contrasto con l’identità del popolo italiano”.
Sono parole della Sottosegretaria allo Sviluppo economico Simona Vicari del Nuovo Centrodestra (Ncd).
Secondo Vicari la campagna “denoterebbe un atteggiamento molto irrispettoso di un Paese e anche dell’identità e dei valori degli italiani”.

Il collega Gabriele Toccafondi non esita a darle man forte, aggiungendo che la campagna esprime “la ricerca spasmodica di trovare clamore e di amplificare l’audience, perché diciamocelo altrimenti chi le avrebbe mai notate queste foto e il marchio in questione?”.

Per quanto si cerchi di far passare l’Italia come un Paese dalla mentalità aperta, ancora oggi ogni singolo tentativo di dialogo con la comunità omosessuale viene puntualmente stroncato da questo o quel politico, che si arroga anche il diritto di decidere quali caratteristiche deve o non deve avere l’italiano medio.

Dopo il caso del cartello omofobo appeso fuori dallo studio di un dentista qualche settimana fa, ora è Tiffany a finire nel mirino di chi percepisce ciò che è diverso sempre e solo come una minaccia, alimentando l’immagine di un Paese intollerante e qualunquista.

Siamo ben lontani dal capire cos’è l’uguaglianza. In mezzo a tante piccole voci che ogni giorno cercano di far valere i diritti degli omosessuali, svettano come sempre le urla di chi dovrebbe rappresentarci ma non fa altro che remare contro al progresso.

Tiffany ci dà una lezione magistrale su cosa significa essere davvero gay-friendly, con un’immagine pulita, per nulla esasperata, incredibilmente comunicativa nella sua semplicità.
E l’Italia, al solito, si dimostra una pessima allieva.

Blogger, web designer, a volte scrittrice analogica. Nerd repressa causa incompatibilità con la matematica. Mens sana in corpore pigro. Sogno di scrivere un e-book al giorno e di smetterla con le frasi brevi nelle biografie.

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