Val Verzasca: le Maldive di Milano.

Da Milano alle Maldive in un’ora circa, non ci credete?
Partendo da Varese bastano 45 minuti, e non c’è bisogno di prendere aerei.

Stiamo parlando della Val Verzasca, il luogo si trova nel Canton Ticino, poco sopra di Locarno.

La fama delle “Maldive di Milano” è arrivata grazie al video postato da Marco Capedri, nickname Capedit, un ragazzo brianzolo che sulla sua pagina Facebook documenta i suoi viaggi alla scoperta di bellezze varie sparse sul territorio italiano. Capedit ha postato questo video lo scorso 10 luglio definendo quell’angolo di Svizzera “un posto pazzesco” e, appunto ribattezzandolo “le Maldive di Milano”.

Come può accadere nell’epoca dei social, il video originale è stato condiviso da 22mila persone e visto 2,6 milioni di volte. Inoltre è stato ripreso da altre pagine sui social network e infine rilanciato attraverso gli articoli di giornale.
Il risultato? La val Verzasca completamente intasata di turisti.

Tanto che molti ticinesi hanno iniziato a lamentarsi, a partire dal sindaco del Comune su cui si trova la spiaggia divenuta famosa, Lavertezzo “C’è sempre molta gente, addirittura dei pullman di gite organizzate, però direi che la situazione è sotto controllo. Si, ci ha fatto una bella pubblicità, però ci farebbe un ulteriore favore se chiedesse ai suoi connazionali di parcheggiare le auto in modo ordinato, rispettando le regole del luogo”.

Morale di questa storia? Per godere delle meraviglie della natura basta guardarsi intorno. “I posti da sogno” sono molto più vicini di quanto crediamo, raggiungibili senza spendere troppi soldi né troppo tempo per arrivare dall’altra parte del mondo.

Non riesco a parlare di me facilmente, non so mai cosa dire perché sono più che convinta che non bastano due parole per raccontare una persona. Potrei fare “una lista della spesa “ per scrivere tutte le cose che adoro e che odio, ma mi dilungherei troppo quindi semplicemente dico che mi piace andare controcorrente e mi piace ascoltare le persone che hanno una storia, che hanno ancora voglia di far sentire la propria voce in un mondo fatto da stanze in cui si sente solo il rumore dei tasti sulla tastiera.

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