Voldemort: Origins of the Heir – Nemici dell’Erede, temete!

Voldemort: Origins of the Heir – Nemici dell’Erede, temete!

Nemici dell’Erede, temete!

Una produzione tutta italiana (Gianmaria Pezzato, Stefano Prestia, Michele Purin, Martina Segatta, Elena Matteotti, Silvia Dapiaz, Matthew Steed, Manuel Venturini, Alessio Della Costa), quella di Voldemort: Origins of the Heir, web-film fan-made disponibile su Youtube dallo scorso sabato sera.

Un’idea nata da qualche anno e che si è fatta strada nella mente dei giovani attori e produttori a causa della poca giustizia resa alla storia di Tom Orvoloson Riddle nel film di Harry Potter e il Principe Mezzosangue diretto da David Yates.

In Harry Potter e il Principe Mezzosangue, Silente, conscio del piano che lo porterà alla morte e del destino che Harry dovrà affrontare, racconta ad Harry la storia di Tom Riddle e di cosa lo ha portato a diventare Voldemort. Nel libro, le cose sono raccontate con estrema cura e la storia di Tom cattura fino alla fine, così come la sua vita, così simile a quella di Harry, basata solamente su scelte che lo hanno portato ad essere ciò che è. Dalla sua infanzia, da quel padre babbano che lui stesso finisce per odiare, all’orfanotrofio e ai primi segni di stranezza. La scoperta del serpentese, il suo essere strano e ambiguo con gli altri bambini. Hogwarts. La sua curiosità. Le domande al Professor Lumacorno, le letture proibite, la scoperta degli Horcrux e di una vita fatta di potere che riescono a colmare il vuoto di quella vita vissuta senza la minima ombra di un affetto. Tom Riddle è questo, e anche di più: è un personaggio complesso, che suscita empatia fin da subito, un personaggio che si vorrebbe salvare, quando lo si incontra ancora bambino nelle pagine di J.K. Rowling.

E invece no. David Yates ha pensato bene di tagliare tutto questo e di farci sorbire le vicende amorose degli studenti di Hogwarts nel sesto film. Ha pensato bene di lasciare semplicemente il primo incontro tra Tom Riddle e Silente e qualche altro piccolo contentino come la scoperta degli Horcrux spiegata in due miseri minuti da Lumacorno. Nulla su come Silente credeva (e aveva ragione) che Tom avesse reperito i cimeli dei fondatori per farne Horcrux. Nulla sul personaggio in sé, che viene comunque dipinto come malvagio senza spiegarne l’evoluzione. Come se Tom Riddle fosse nato malvagio. Come se il tema centrale in Harry Potter non fossero le scelte.

Bene, mi sto dilungando. Purtroppo quel film mi ha profondamente delusa e non perdo l’occasione per avvelenarmi con Yates per questo e per gli incantesimi muti (dall’Ordine della Fenice in poi). Ma torniamo al nostro web-film.

Cinquantadue minuti che cercano di far luce sulla vita di Tom (Stefano Rossi) ad Hogwarts, sul suo essere diverso dagli altri ed estraniato dai vari gruppi. Tutte cose che condurranno alla sua trasformazione in Voldemort (Davide Ellena). Viene addirittura mostrato l’incontro con Hepzibah Smith (Gelsomina Bassetti) nel quale Tom torna in possesso del Medaglione di Serpeverde (appartenuto in precedenza alla famiglia di Merope Gaunt, sua madre) e prende possesso per la prima volta della Coppa di Tassorosso: entrambi questi cimeli diventeranno poi Horcrux.

La storia è un insieme di flashback raccontati da Grisha McLaggen (Maddalena Orcali da adulta; Aurora Moroni da giovane) sotto Veritasserum. Grisha racconta che lei, Lazarus Smith (Andrea Bonfanti) e Wiglaf Sigurdsson (Andrea Deanisi da adulto; Andrea Baglio da giovane) erano, insieme a Tom, gli eredi dei quattro fondatori di Hogwarts e rispettivamente di Godric Grifondoro, Tosca Tassorosso, Priscilla Corvonero e Salazar Serpeverde. Ecco, forse l’espediente di creare eredi dei vari fondatori così, ex-novo, non mi ha entusiasmata del tutto, ad essere sincera. Mi sa un po’ di cliché. Ma la storia, in questo modo, funziona. E poi, come hanno dichiarato attori e produttori, i personaggi aggiunti non vanno a cambiare la storia di Tom né tanto meno ad influenzare l’Universo di Harry Potter.

E, sebbene per un momento io abbia pensato che questo film volesse avere la tendenza ad umanizzare eccessivamente il personaggio di Tom Riddle, verso la fine ne ho avuto la smentita. Non starò qui a fare spoiler sui vari colpi di scena, ma credo che in questo caso si sia riusciti a trasporre la figura di Tom mantenendo i suoi equilibri: non nasce cattivo, non è malvagio così, perché gli va, ma resta comunque una persona incapace di amare perché non ha mai conosciuto l’amore. Dargli questo dono mi sarebbe sembrato troppo sdolcinato, e per fortuna così non è stato.

A livello recitativo, gli attori mi sono sembrati tutti molto espressivi, specialmente Stefano Rossi nei panni del giovane Tom. Lo sguardo mi ha ricordato proprio quello che io avrei associato a questo personaggio durante la lettura dei libri e a livello di espressività mi ha convinto molto di più rispetto all’attore che interpretò Tom da adolescente nel film del Principe Mezzosangue.

Per quanto concerne gli aspetti tecnici del web-film, la fotografia sembra buona e gli effetti speciali, per il budget ridotto del film (15.000 euro circa) non hanno nulla da invidiare ad altri film con budget più alti! Nel complesso, il film risulta scorrevole e ben fatto, con l’unico piccolo scoglio del doppiaggio inglese che, in molti casi, non è completamente sincronizzato con il labiale italiano. Ma, anche in questo caso, credo che le cose siano state realizzate al meglio delle possibilità di tutta la produzione. Devo ammettere che inizialmente ero molto scettica riguardo questo progetto, ma ora, in parte, mi sono ricreduta. Non sarà uno dei film ufficiali, probabilmente dopo un po’ finirà nel dimenticatoio, ma è la prova che, se si vuole fare una trasposizione fedele, la si può ottenere.

Con una durata piuttosto breve, questo film di certo non riempie tutti i buchi di trama del Principe Mezzosangue ma ci offre un piccolo sguardo in più su uno dei personaggi più belli e complessi dell’intera saga (sì, se non si era capito io adoro il personaggio di Voldemort). Non potrà forse darci tutto ciò di cui abbiamo bisogno a livello di trama, è vero, ma è bello poter constatare che anche con possibilità di budget ridotte si possano creare prodotti ben fatti.

Se non l’avete visto, quindi, correte su Youtube!

Scritto da

Giulia Di Felice

Venticinque anni, appassionata di letteratura, lettrice accanita e con il sogno nel cassetto di diventare scrittrice. Nel frattempo provo a laurearmi in interpretariato, scrivo racconti nell'attesa dell'ispirazione per creare qualcosa di migliore e mi drogo di serie tv.

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