Siete pronti per una workation? Sulle orme dei nomadi digitali

Siete pronti per una workation? Sulle orme dei nomadi digitali

Nell’epoca degli smartphone, dei social media, e della connessione internet ovunque, la vacanza ideale dovrebbe consistere nel prendersi una pausa dal mondo digitale.
Ma un nuovo fenomeno sta capovolgendo questa idea. Si tratta delle vacanze co-working, o “workation”, dall’inglese work e vacation.

Il concetto è semplice: chi viaggia da solo può visitare una nuova località, ed allo stesso tempo lavorare da uno spazio condiviso, incontrando altre persone con le stesse esigenze e con la stessa passione per il viaggio.
Questo tipo di vacanze attirano profili di persone che lavorano nell’ambito del digitale, cioè blogger, designer, programmatori, freelancer, imprenditori del mondo online e traduttori. Persone che, svolgendo dei lavori che non richiedono la presenza fisica in un ufficio, sono libere di viaggiare a tempo pieno e di lavorare da ovunque (connessione permettendo). Sono i cosiddetti Nomadi Digitali.

WorkationLe località più gettonate per le cosiddette workations sono ovviamente quelle in cui buone infrastrutture si uniscono ad un basso costo della vita, permettendo permanenze lunghe a prezzi convenienti. In testa a tutte, troviamo Chiang Mai in Thailandia, ed Ubud a Bali, i due principali punti di riferimento dei Nomadi Digitali. Qua è possibile vivere bene spendendo molto poco, lavorare da uffici condivisi ed integrarsi in un ambiente internazionale ed interessante.

A Bali troviamo realtà come Hubud, un coworking space completamente costruito di bamboo che attira ogni anno centinaia di nomadi digitali provenienti da tutto il mondo, ed altri operatori come ad esempio Livit Spaces, che mettono a disposizione dei partecipanti alloggio in una villa ed uno spazio di lavoro condiviso.

Ma anche in Europa le cose si stanno muovendo, e soprattutto la Spagna sta cominciando ad attirare sempre più nomadi digitali, grazie a varie iniziative che offrono l’infrastruttura necessaria per questa particolare tipologia di vacanze.
Uno fra tutti, Wanderlust Lab, il progetto di Simona ed Alessia, due ragazze italiane con la passione per il mondo del digitale e per i viaggi che mettono a disposizione a Barcellona una villa con piscina e con annessa area di lavoro condivisa.
Wanderlust lab

Offriamo a freelancer, imprenditori del digitale e remote worker uno spazio in cui focalizzarsi sul proprio lavoro, immergersi in un ambiente estremamente produttivo e conoscere persone con gli stessi interessi. Il tutto in una location interessante, che permette nel tempo libero sia di fare del turismo culturale che di dedicarsi agli sport acquatici, primo fra tutti il kitesurf

, spiega Alessia.
È d’obbligo la disponibilità a condividere esperienze e skill, così come la passione per i propri progetti e per i viaggi.

Selezioniamo i nostri partecipanti in base alle loro competenze in ambito lavorativo, certo, ma ciò che ci interessa è creare un ambiente collaborativo, in cui ciascuno possa confrontarsi ed imparare dal gruppo. Si tratta non di una vacanza, ma di una esperienza particolare che unisce viaggio, lavoro, sport e networking.

Barcellona sta diventando un importante hub per il movimento dei nomadi digitali, attirati dalle ottime infrastrutture, dall’eccellente posizione geografica (5 chilometri di spiaggie in città, ed i Pirenei ad un’ora di treno), e dall’ambiente internazionale.
Anche gli organizzatori di Tropical MBA hanno scelto la città catalana per la loro convention annuale, che porterà in città qualche centinaio di digital nomad da tutto il mondo.

Barcellona diventerà la prossima Chiang Mai? Probabile, dato che gli elementi ci sono tutti: basso costo della vita, wifi gratis dovunque, ed una classe politica previdente ed oculata che favorisce investimenti ed imprenditorialità.
E dopotutto, a chi non piacerebbe lavorare da uno dei tanti bar sulla spiaggia?

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Blogger, web designer, a volte scrittrice analogica. Nerd repressa causa incompatibilità con la matematica. Mens sana in corpore pigro. Sogno di scrivere un e-book al giorno e di smetterla con le frasi brevi nelle biografie.

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